Toc Toc? ci sei ? o sei connesso? Educare ed educarsi al tempo della Rete

riccardo2riccardo1

 

 

 

 

 

 

 

Riccardo Somma della II C mi ha accolto regalandomi queste due vignette disegnate da lui e che sintetizzano egregiamente il senso di questo primo incontro sul tema del rapporto tra Social Network e giovanissimi utilizzatori.

La sala era piena di genitori ed insegnanti della scuola che ospitava il Convegno, l’Istituto Comprensivo Francesco Di Capua di Castellammare. Il Dirigente scolastico, Michele Manzi, ha fatto gli onori di casa sorprendendo tutti; infatti, prima che iniziassero i lavori, un gruppo di bambini della primaria ha cantato tre deliziose canzoncine, creando già sul nascere un clima di coinvolgimento e di attenzione da parte di tutti.

Le autorità civili e religiose erano al completo! Dai saluti del Sindaco a quelli del Vescovo, che si è trattenuto fino alla fine e dimostrando con il suo intervento un grande interesse per l’argomento.

Titti Esposito, giornalista del Mattino, ha moderato gli interventi dei relatori. Dall’analisi dei risultati del sondaggio che ha coinvolto 180 famiglie stabiesi, al confronto con i risultati dello stesso sondaggio somministrato nelle quattro scuole di Senigallia (Nando Morra della Fondazione OIERMO); dalle strategie educative da mettere in atto con alcuni consigli per genitori ed insegnanti (Alberto Di Capua dell’Age di Senigallia), alla disamina dei rischi e delle opportunità che offre la Rete (Pieluigi Paganini), ai possibili reati che possono scaturire su Internet e la relativa responsabilità dei genitori e degli educatori (Daniele Pesenti Campagnoni). Le slides degli interventi sono riportate alla fine.

Purtroppo, non c’è stato spazio per il dibattito perchè il premuroso dirigente ha fatto sì che ci potessimo salutare tutti con un sandwich ed un bicchiere di Acetosella gentilmente offerti dai genitori.

Ma non finisce QUI! Infatti, tutti hanno caldeggiato molto la continuazione di questo progetto, prevedendo già ulteriori incontri di approfondimento sia con i genitori che con gli insegnanti.

 MAN. DI CAPUA (1)

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L’Accoglienza è………Villa Palombara

Villa Palombare

Villa Palombare

Villa Palombara si trova spaesata in cima ad una collina sopra Castelvecchio di Monte Porzio (PU) e non la trovereste se non fosse ben segnalata. Sono arrivato di sera con un gruppo di amici e non potendo vedere il paesaggio naturale mi sono ripromesso di ritornarci; ma questa grande casa di blasonate origini ti colpisce innanzitutto per lo spazio a disposizione degli ospiti.

Infatti, ti sembra di entrare in un grosso negozio di antiquariato a causa della varietà e numerosità di mobili e suppellettili di ogni età presenti nelle sale;  ma la cosa che ti accoglie maggiormente sono appunto le sale di diversa dimensione, adatte per comitive o gruppi di famiglia anche abbastanza numerosi. Per cui, ti sembra di stare nella sala da pranzo di casa tua dove allegramente ceni con i tuoi senza temere di disturbare quelli che soggiornano nelle altre sale (ben 4).

Maurizio, il titolare e chef, ti sta sempre alle calcagna, entrando spesso nella sala, per sondare, spiegare ed approfondire alcuni aspetti della sua cucina. In particolare, lui da poco ha inaugurato il forno a legna e, benché ci tenga a precisare che la sua non è una pizzeria, ci intrattiene con una approfondita spiegazione della fragranza della sua pasta che non diventa gomma e non si asciuga. Insomma, ci svela il segreto della pizza sempre digeribile.

Tuttavia, rispetto alla pizza la vera proposta di valore non è questa. Infatti, ci porta alcune pizze all’insegna del mare che, beninteso, non sono le scontatissime pizze ai frutti di mare, perché sopra vi troneggiano branzini, code di rospo, seppie con piselli e sardoncini. Io pizze così non le ho mai mangiate perché suppongo che costerebbero troppo al gestore e quindi ai clienti; e invece no, tutto nella norma!

Siamo andati via soddisfatti, suggerendo a Maurizio solo di fare qualcosa per il parcheggio, perché data la qualità degli ambienti interni ed esterni, la presenza massiccia di macchine intorno alla casa dà un senso di eccessivo ingombro e di inquinamento acustico ed atmosferico.

www.villapalombara.it/

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Piccolo è bello ma fare Rete è meglio. Il caso REACTA

Il ‘Piccolo è il nuovo grande’ del celebre Seth Godin l’abbiamo inteso come un ‘piccolo’ che, date le sue dimensioni, trova un grande vantaggio nel mettersi insieme ad altri ‘piccoli’ per fare business di qualità. Di qui una riformulazione della frase in “Piccolo è bello ma fare rete è meglio”. Parliamo di nuove sfide in ambito turistico, che si traducono in aggregazioni di soggetti che operano in diversi settori (commerciale, artigianale, intrattenimento) e che “competono collaborando”, facendo leva su una massa critica di risorse complementari o aggiuntive necessarie per creare offerte di valore superiore a quelle che potrebbero erogare singoli operatori per la clientela.

rete forteIl modello organizzativo proposto è quello di rete a ‘doppio legame’ (Forte/debole), che non ha nulla a che vedere con l’omonimo modello del sociologo M. Granovetter. Esso, infatti, poggia le sue basi da un lato sui legami (forti) delle strutture ricettive con talune tipologie di operatori (tipicità eno-gastronomiche, prodotti dell’artigianato locale, servizi di intrattenimento e di animazione, servizi per lo sport e il benessere, servizi per l’esplorazione del territorio, servizi balneari, e così via), in un rapporto di valorizzazione reciproca e di aumento della qualità dell’offerta nei confronti dei turisti che soggiornano presso le proprie strutture. Dall’altro, sull’esistenza di altri numerosi soggetti, fuori della rete (legami deboli), che mostrano interesse nel tempo di aderire al network, arricchendo la ‘proposta di valore’.

La difficoltà maggiore nel creare un network a ‘legame forte’ è quella di generare un sentimento di fiducia reciproca tra i possibili partner. La fiducia è la risorsa invisibile a maggior valore, sebbene non si scambi sul mercato, in quanto è il presupposto per la collaborazione. Vi sono inoltre difficoltà legate al cambio di prospettiva culturale degli operatori, che devono passare da una prospettiva di gestione isolata ad una modalità condivisa con i partner.

Il vantagModello a stellagi, invece, del ‘competere collaborando’ risiedono nell’opportunità di formulare proposte più organiche ed efficaci al mercato (es. per numero di camere, per tipologia di pacchetto integrato, ecc.) e occasioni di risparmio di costi nella gestione dei processi aziendali dei diversi partner (es. approvvigionamenti, partecipazione a fiere, gestione di portali di prenotazione, comunicazione e web marketing, formazione e selezione, customer care, gestione trasporti e logistica, ecc

sERVIZI A RETE COMUNI

Il prodotto offerto è il pacchetto di rete. Ma a quale esigenze risponde? Al superato turista di tipo balneare o all’esigente turista di nicchia? Il pacchetto sposa la declinazione del modello delle quattro ‘L’: Leisure, che sintetizza il turismo del tempo libero in una prospettiva evoluta del divertimento; Landscape, che identifica il turismo di paesaggio, ovvero l’attenzione per la dimensione naturale e paesaggistica del territorio; Learning, che rappresenta il turismo dell’apprendimento e della scoperta delle tradizioni, della storia, dell’arte e della cultura del luogo in tutte le sue espressioni; Limit, che sintetizza la consapevolezza e l’accettazione del limite alla fruizione dei luoghi per garantirne e preservarne le risorse nel medio-lungo periodo.

IL CASO #REACTA di Senigallia (Rete di attività commerciali e turistiche per l’Accoglienza – www.reacta.it ) .

Dobbiamo smettere di fingere di essere individui che possono farcela da soli» M. Wheathley

E’ stato il ‘mantra’ sussurrato di continuo in SELF(IE)BRANDING, percorso formativo di Business Networking, organizzato a Senigallia alla fine del 2014 e finalizzato non solo a creare networks di attività anche molto eterogenee ma anche a tentare proposte originali ed integrate per fare business di qualità nel turismo.

La Rete #REACTA, è composta da 10 attività: tre alberghi, due attività artigianali, due commerciali, un produttore di macchine per la pasta, un Centro Estetico ed un’Agenzia Immobiliare.

Formata la Rete ci si è impegnati successivamente a costruire le prime proposte per il turismo non stagionale. Per i weekend di primavera, si è proposto, infatti, un tour cittadino, che parte dalla residenza alberghiera, si snoda per le vie del centro cittadino, visitando chiese e monumenti, e toccando diverse attività che naturalmente offrono qualcosa di ‘speciale’ (un gioiello, un complemento di abbigliamento, un gelato, una degustazione di prodotti tipici). E per finire si ha la possibilità di partecipare ad un concorso fotografico sulle bellezze della città con un utile premio finale. La proposta è declinata in tre formule (silver, gold e platinum).

 “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo” H. Ford.

PrimaveraaSenigallia

 

 

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L’Accoglienza è………………Squisito

serena squisitoL’altra sera eravamo da Squisito per un incontro di lavoro con la Rete turistica privata #Reacta (www.reacta.it). Serena e Sergio, i titolari di questo elegante negozio di eno-gastronomia in pieno centro città e componenti della Rete, facevano gli onori di casa.

Ci siamo seduti al tavolo, ma prima di iniziare i lavori ci hanno fatto degustare alcune loro prelibatezze. Ora, se date un’occhiata al sito, dove sono riportate le tipicità del posto, contate ben 292 tipi di salumi, 564 tipi di formaggi, 22 produttori di vini e 328 ricette gastronomiche, oltre al reparto di pani e dolci.

Insomma, a meno che non avete fatto le scuole con le tre firme del giornalismo eno-gastronomico come Luigi Cremona, Paola Santoro o Paolo Pellegrini, quando vi servono gli assaggi è meglio che state zitti e degustate.

Tra l’altro, la proposta di salumi e di vino o birra era accompagnata da un’illustrazione sapiente e dettagliata degli assaggi da parte di Serena. Purtroppo, però, ho notato che gli occhi degli ospiti, davanti a tutto quel ben di Dio, stavano cambiando forma e colore; e, alla stessa stregua di Paperon De Paperoni, che quando guarda i dollari negli occhi si vede riflesso il loro simbolo, negli occhi degli amici e, immagino anche nei miei, si distinguevano chiaramente le fettine di prosciutto e della mortadella.

Il canale uditivo degli astanti era stato sigillato con il silicone per dare spazio a quello visivo e cinestesico; e non si aspettava altro, per educazione, che la narrazione avesse fine, per abbandonarsi totalmente al piacere del gusto.

Più tardi, la discussione è stata molto piacevole e rilassante….. ;)

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L’Accoglienza è…..Christian del Bar La Meridiana

christianSi sa, noi Napoletani siamo ‘viziatissimi’ in tema di caffè gustato al bar. Lungo, corto, al vetro, in tazza piccola e grande, macchiato e così via…

Personalmente, lo preferisco ‘al vetro, macchiato caldo e senza schiuma’. Tutte le volte che faccio questa richiesta gli occhi del barista cominciano a roteare velocemente e ti accorgi che sta pescando nella saccoccia della sua enorme esperienza per mettere insieme tutte le informazioni che danno come esito finale ciò che voglio. Non sempre ci riescono subito e spesso per tigna lo rifanno anche più di una volta…. ;)

Ora, a Senigallia ho sempre esercitato una certa pazienza in tema di caffè e devo dire che ciò sta producendo dei buoni risultati anche perchè qualche volta ho dovuto suggerire io stesso il miglior modo di procedere.

Stamattina, sono entrato nello storico bar La Meridiana​ di Piazza Roma (Centro Senigallia), sempre molto frequentato in tutte le ore del giorno. La caratteristica di questo bar che ha tante cose da farti assaggiare, sia che prendi un semplice caffè, accompagnato da alcuni biscottini da inzuppare in una vaschetta di zabaione, sia che fai un aperitivo, ma a quel punto è meglio che rinunci al pranzo o alla cena.

Altra caratteristica è che ti salutano sempre a gran voce, non appena metti la testa dentro o che te ne vai, nonostante siano intenti a servire un certo numero di avventori. Questa cosa, in particolare, io l’apprezzo molto perchè finalmente c’è qualcuno che ti accoglie come si deve. Qualcuno dice che è un tipo di cortesia un pò affettata, sta di fatto però che qualcuno ti saluta!

Comunque, oggi ho avuto il riscontro che quando i clienti investono in ‘pazienza’ i risultati poi alla fine arrivano…infatti, Christian, il giovane titolare, dopo avermi salutato con la consueta gentilezza, mi ha fatto una domanda: “…il solito caffè al vetro, macchiato caldo senza schiuma?”.

Credo che si meriti, oltre al plauso, anche una robusta recensione su Tripadvisor! :)

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