Dopo cinque anni un nuovo saggio dal titolo curioso… Che fai di bello? il futuro emergente,
Si, scritto a cinque anni di distanza dal primo (Bifore, ed. Ventura 2019), intanto, non cambia il suo carattere autobiografico, in quanto esplora non solo le cose che mi hanno spinto a cambiare lavoro diverse volte, nel corso della vita attiva, ma anche quale futuro emergente mi abbia nel tempo consentito di cogliere la linea del mio orizzonte.
Ma di quali professioni parliamo?
Il mondo delle professioni è profondamente cambiato negli ultimi anni, tanto da dare spazio a sempre più numerose attività non convenzionali. È ovvio, esisteranno sempre i parrucchieri, i baristi, gli idraulici e gli elettricisti, tuttavia si intravedono anche moltissime professioni che mirano a migliorare la nostra condizione umana, sociale ed ambientale
Quindi sono esperienze ‘non comuni’?
Il teorema che ho cercato di dimostrare, raccontando quelle che ho vissuto soprattutto negli ultimi anni, è che si può scegliere e non accontentarsi di un futuro piatto ed insignificante. L’intero saggio si sviluppa intorno al tema della soddisfazione intima che ci corrobora quando sentiamo di aver cambiato o prodotto qualcosa di originale, frutto della nostra intelligenza, del nostro impegno e delle nostre passioni.
Ma a chi ti rivolgi in particolare?
Ritengo possibile far comprendere il valore di questa soddisfazione soprattutto ai giovani che hanno fame di vita, aiutandoli a cercare strade inesplorate e percorsi il più possibile rispondenti alle inclinazioni di ciascuno. Tuttavia, convertire le passioni tristi (Spinoza) in obiettivi professionali è un lavoro complesso che la scuola potrebbe svolgere proficuamente in collaborazione con le agenzie educative del territorio.
In effetti, la scelta del titolo mi sembra che richiami già l’ansia della ricerca di un lavoro ‘bello’, che dia felicità
Tuttavia è anche difficile spiegarlo in due parole……….
- continua
Se desideri averne una copia vai al link https://wp.me/P2mXvU-CS




