L’Accoglienza è…..i Pesci della Specie Negletta

I Pesci appartenenti alle ‘specie neglette’ sono poco conosciuti ma molto più economici (€ 4 /5 al chilo) dei richiestissimi tonni e salmoni. Inoltre, sono molto gustosi ed alleviano la pressione su quelle specie a rischio di estinzione. Per tutti l’esempio dello sgombro che con € 5  mangi un pesce molto nutriente e salutare.

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Chiamate i Genitori a parlare di Media Education

marottaA scuola cominciano ad essere abbastanza frequenti gli incontri sulla Media Education a cura di psicologi, ispettori della Polizia Postale e professori, rivolti alle famiglie ed ai ragazzi.

In parrocchia, un pò meno. Ma venerdi 10 marzo alle 20,45, don Egidio e gli amici della Parrocchia di San Giuseppe a Marotta hanno organizzato veramente una bella serata dal titolo:

OCCHIO @LL@ RETE. Ragazzi in rete o nella rete?

Nelle premesse, essendo stato invitato come referente dell’Associazione Genitori e quindi come Genitore, ho specificato:

“Non sono uno psicologo, stile Paolo Crepet, che vi dice che dovete puntare verso una relazione autentica con i vostri figli, che dovete essere genitori e non amici, che dovete saper gestire i divieti e i permessi, che dovete distrarli e ad aiutarli a fare delle scelte consapevoli….

Non sono un ispettore della Polizia Postale, che vi dice che dovete tirar fuori i Pc dalle camere dei vostri figli e metterli in una parte visibile dove potete vedere quello che fanno (tipo elettrodomestico), che dovete denunciare subito gli abusi, che dovete imparare a come si gestisce la privacy….

Non sono un professore che vi fa una dotta relazione sul ‘flaming’ e il ‘sexting’ e le conseguenze Cyberbulliste che ne possono derivare…”

NIENTE DI TUTTO QUESTO!! PERCHE’…….

sono solo un Genitore, che naviga sulla rete esattamente come i vostri figli, che ha scelto di starci perchè si apprendono tante cose utili e se ne creano altrettanto, che non è pensabile rimanere su un binario parallelo, ma che anzi bisogna convergere il più possibile così da fare un cammino insieme di scoperta e di crescita responsabile.

Questo è il genitore che mi piace! quello che apre la porta della stanza ed entra, s’informa, discute, pone domande e condivide, consiglia, raccomanda e propone. Insomma camminare insieme.

porta

Certo il parere degli esperti è importante ma sicuramente non sono loro che c’insegnano a costruire un dialogo con i nostri figli sul tema delicatissimo dei Media, per il quale noi come genitori dobbiamo decidere da quale parte stare: fuori dalla porta od entrare.

Ma che ci sia un genitore a condurre l’incontro comporta anche un altro vantaggio! L’approccio Peer (tra pari) è decisivo per accogliere più facilmente un argomento così complesso, e per condividere con più tranquillità e libertà pensieri e preoccupazioni che spesso fanno fatica ad uscir fuori, quando l’incontro è più accademico.

Infine, c’è un’altra questione! Non è pensabile che un tale argomento possa esaurirsi in un paio d’ore, durante le quali ciascuno prende quello che gli serve al momento. Tuttavia, sappiamo bene che la questione si evolve con il passare dei giorni, dei mesi e degli anni; pertanto periodicizzare questo tipo d’incontri diventa molto salutare, intesi come momenti di confronto e di verifica del cammino che si sta facendo. Naturalmente, maggiormente utile a quei genitori che hanno deciso di varcare quella famosa soglia! 

 

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Safer Internet con “Toc Toc? Ci Sei? o sei connesso?” Edizione 2017

rgazzaDa qualche anno, a seguito dei tanti episodi di cronaca,  in cui emerge l’uso maldestro delle nuove tecnologie digitali  (es. smartphone), abbiamo avviato una profonda riflessione che ha visto i soggetti di una rete scolastica (I.T.E.T. “G. Carducci – G. Galilei” di Fermo; I.I.S. “Raffaello” di Urbino; Liceo Scientifico e delle Scienze Umane Laurana_ Baldi Urbino, e I.T.C. “C. Battisti” di Fano) ad intervenire con nuove modalità e differenti approcci educativi.

Si è partiti inizialmente con lo strumento del dialogo (sondaggio) e la discussione con i giovani utilizzatori (ed. 2015- http://wp.me/p2mXvU-b6), partendo dalla sensazione verificata che alla dotazione di apparati digitali, anche di una certa importanza, non era collegata la consapevolezza dell’uso che se ne poteva fare. Inoltre, quello che maggiormente ha destato preoccupazione è stata la diffusa ‘maleducazione digitale’ tra i giovanissimi che spesso ha degenerato in fenomeni di cyberbullismo come il Sexting e il Flaming.

Il primo riguarda il proprio corpo che non è più espressione visibile della propria identità ma uno strumento per conquistare consensi (selfie). Il secondo è una sorta di ‘analfabetismo o disinteresse emotivo’ per come uno veramente si sente, se attaccato, insultato o raggiunto da foto o frasi provocatorie, violente ed imbarazzanti.

In ogni caso, questi due fenomeni, se già riscontrabili nell’età preadolescenziale, sono maggiormente presenti in quella adolescenziale, target-obiettivo del nuovo progetto.

Finalità del progetto

Per favorire negli adolescenti lo sviluppo della consapevolezza del significato di “cittadinanza digitale” e dei comportamenti a rischio, la finalità del progetto è quella di puntare su alcuni approcci didattici più innovativi che utilizzino le tecnologie della comunicazione (es. Video), integrate con Internet e i Social Networks. Solo, infatti, grazie a queste modalità, che utilizzano l’esca del gioco e il confronto tra pari (peer), si potrà promuovere un uso più attivo e costruttivo delle opportunità offerte dalla rete (internet delle cose).

L’approccio didattico del ‘Peer Educator’ applicato alla Media Education.

Il “Peer Educator” in ambito educativo è una persona percepita come “uguale” o “vicina” per caratteristiche anagrafiche, culturali o sociali. Nell’ambiente scolastico il Peer Educator è un allievo di età pari o di non più di quattro anni superiore a quella della persona che riceve uno stimolo educativo.

E’ ampiamente dimostrato dalla letteratura pedagogica, infatti, che gli stimoli offerti agli adolescenti da persone della stessa età o di pochi anni superiori, sono maggiormente recepiti, in quanto attivano più facilmente il meccanismo di assimilazione e imitazione, rispetto agli stimoli offerti da figure reputate più lontane, come le persone che hanno superato l’età adolescenziale e giovanile.

I Peer Educator, nell’ambito del progetto, sono allievi che sceglieranno volontariamente di ricoprire questo ruolo, e che, attraverso il supporto di docenti tutor formati sulla Peer Education, offriranno stimoli educativi ai propri coetanei relativamente alla Media Education.

La Media Education è, invece, quell’attività educativa e didattica volta sviluppare nei giovani un’informazione e una comprensione critica circa la natura e le categorie dei media, le tecniche impiegate dai media per costruire messaggi e produrre significati, i generi e i linguaggi specifici. Negli ultimi anni la Media Education, nata principalmente per educare alla lettura matura dei messaggi offerti dai media tradizionali quali televisione, radio e stampa, è stata oggetto di sviluppo nei suoi contenuti e approcci in conseguenza della crescita esponenziale dell’utilizzo dei Social Media da parte dei giovani.

Le attività di Media Education sono oggi volte principalmente all’educazione e alla didattica rispetto all’uso corretto dei social media e alla consapevolezza delle opportunità e dei rischi connessi alla cittadinanza digitale.

Tempi di realizzazione, fasi e formatori

 Il progetto si svolge nel corso di tutto l’anno scolastico 2016/2017 ed interesserà, inizialmente con un questionario, 60 studenti di ogni istituto appartenenti alle classi del biennio.

Parallelamente, verranno scelti 7 Peer educator che  verranno formati nel ruolo ed accompagnati nella costruzione del ‘kit didattico’ a supporto delle attività di stimolo che svolgeranno nelle classi inizialmente coinvolte.

Tali Peer (dopo Senior), una volta formati potranno continuare svolgere questa attività con altre classi o coinvolti in altri progetti con approccio Peer.

I Peer Educator saranno seguiti nelle varie fasi da due docenti tutor per Istituto e da professionisti della Peer & Media Education.

Il Progetto è finanziato dalla FONDAZIONE CARIVERONA con l’Assistenza Tecnica del Cescot Ancona.

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Le opportune osmosi tra Scuola e Mondo delle Imprese

ceraunavoltapupo.jpgDa un lato, 28 ragazzi di tre quarte dell’ITET Carducci-Galilei di Fermo che hanno partecipato ad un breve percorso sul web marketing, nell’ambito del Progetto: “Scuola -lavoro: Web Marketing nell’impresa turistica” finanziato dalla Fondazione Cariverona; dall’altra, un Operatrice di Nido Domiciliare che ha la necessità di impostare la propria identità sulla rete.

I ragazzi alla fine di questo breve percorso hanno appreso dell’esistenza di vari ‘strumenti‘ per progettare e costruire la propria ed altrui identità sul web; dall’altro, invece, una serie di informazioni relative all’attività dall’operatrice pronte per essere organizzate e strutturate, al fine di essere sempre raggiungibili e facilmente aggiornabili.

L’incontro vivo e costruttivo tra Scuola e Mondo dell’imprese non è sempre facile, ma adesso, grazie all’alternanza scuola-lavoro, è possibile che i ragazzi non solo apprendano direttamente il lavoro in azienda, ma sono anche in condizione di offrire un loro contributo di idee e progetti al piccolissimo imprenditore che, da solo, talvolta non è in condizione di sviluppare.

Nel nostro caso, tutti gli studenti coinvolti si sono prodigati a costruire un piccolo sito con la piattaforma gratuita WIX (Wix.com è una piattaforma di sviluppo web su base cloud che permette agli utenti di creare siti HTML5 e mobili attraverso l’uso di strumenti online drag and drop), che consentisse all’operatrice di farsi per così dire ‘notare’. I siti, molto diversi tra di loro per cromaticità ed organizzazione dei testi tra le diverse pagine, sono stati realizzati in sole due ore! Questo perchè si erano già cimentati in una lezione precedente a sperimentare la piattaforma e realizzare un proprio sito personale.

Fra i siti realizzati ne abbiamo scelti due particolarmente gradevoli

C’Era una volta di Olta Shecks

C’Era una volta di Ilaria Rocchetti

Naturalmente, non si tratta di siti professionali, anche perchè realizzati a costo zero e per di più a fini didattici, tuttavia, riteniamo che sia stato importante rendere partecipi questi consulenti in erba del web di una delle più importanti preoccupazioni delle nostre piccole imprese: la presenza online. 

Un grosso ringraziamento ed un applauso, quindi, a questi ragazzi, insieme ai loro Professori Massimo Spadi e Francesca Stifani. 

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‘Latte Art’ e il cappuccino diventa più accogliente

donaato.jpgAbbiamo appena concluso il 2016 cercando, tra le pizze della città, quelle più fantasiose e soprattutto quelle di forma più irregolare (quadrata, ripiegata, ecc).

Il 2017 l’abbiamo iniziato, invece, con un altro simbolo della nostre abitudini fuori casa: il cappuccino e il caffè macchiato. Quanti ne avremo consumati al bar, frettolosamente, da soli oppure in compagnia, al mattino o più tardi, con una brioche oppure senza, ben schiumato o appena montato? Forse ogni giorno! ma quasi sempre senza pensare ad una sua possibile decorazione.

Per ora solo alcuni baristi, attenti al design della caffetteria e con un buona dose di creatività, si sono lasciati trasportare dal desiderio di decorare queste bevande in superficie. Pare che la tecnica sia abbastanza semplice (molto esercizio ed una certa destrezza di polso), fermo restando il fatto che bisogna saper fare il caffè e schiumare il latte in modo adeguato. Il segreto sta  nel saper scuotere bene la lattiera con il latte appena montato, versare la schiuma a piccole dosi ed avere un’idea ben precisa di cosa si voglia rappresentare (un cuore, un fiore, un volto di animale). Decisivo in quest’arte è l’uso del pennino da ‘Latte Art’ (topping) e la conoscenza delle delicatissime tecniche di Etching, ovvero lo sfruttamento del contrasto tra il colore del latte e quello del caffè per ottenere un determinato effetto visuale.

Nei nostri bar queste tecniche sono ancora poco praticate e quando qualcuno ti sorprende il bar guadagna rapidamente consensi. E ‘il caso di Donato Pantone, titolare del Bar del Portone, che riesce con il latte a fare delle cose veramente graziose. Lui ha studiato e si è specializzato ai corsi di Chiara Bergonzi e Luigi Lupi, veri guru di quest’arte, e molto presto diventerà lui stesso un formatore. Di seguito alcune sue creazioni:

latte

latte1

latte2

 

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