Nuovi modi di fare Media Education

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Se i nuovi media sono delle opportunità  e non minacce, è necessario che lo comprendiamo innanzitutto noi adulti. Dopo di che armiamoci di santa pazienza e facciamo capire ai nostri studenti che tipo di attività costruttive possiamo fare con le risorse digitali.

Due esempi. Ci troviamo in una quarta turistica del Liceo Raffaello di Urbino.

1. RIPRENDIAMO LE LEZIONI RICORDANDO TIZIANA CANTONE.

Dovevamo parlare di web marketing, quella mattina,  ma l’abbiamo fatto solo dopo aver parlato della tragica storia di Tiziana, accompagnata da quella altrettanto raccapricciante della minorenne di Rimini.

Lo abbiamo fatto con una modalità ‘Flipped’ (capovolto), tirando giù dalla rete tutto quello che fosse stato scritto e commentato negli ultimi giorni per avere una visione chiara ed approfondita di ciò che potesse essere accaduto.

Subito dopo, tutte le diverse emozioni scatenate sono state liberate e trasformate in altrettanti post, corredati da immagini particolarmente significative, e pubblicati poi all’interno del gruppo ‘segreto‘ di Facebook per la condivisione.

Alla fine non c’erano conclusioni nè ricette, bensì solo nuove consapevolezze e stimoli ad approfondire meglio queste dinamiche di cui sempre più frequentemente si diventa vittime.

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2. METTIAMO IN SOFFITTA I CV FORMATO EUROPASS

E che ci vuole? Avranno pensato i ‘nativi digitali’  che in sole quattro ore si sono fatti un sito web dove hanno trasferito le informazioni, che di solito troviamo sui CV Europass, in una forma creativa, funzionale, dinamica, graficamente accattivante e non superficiale.

Insomma, sono venuti fuori 21 siti realizzati in WIX che è una piattaforma di sviluppo web su base ‘cloud’ che permette agli utenti di creare siti HTML5, attraverso l’uso di strumenti online ‘drag and drop’.

Sono finiti i tempi in cui ti affidavi a coetanei ‘smanettoni‘ che per dieci euro ti facevano il sitarello musicale. Invece, Giosuè, rapper, se lo è fatto comodamente da solo.

Insomma, il primo passo è fatto! Dopo, il sito va solo aggiornato ed il link inviato alla bisogna a chi ti sta cercando per un lavoro 🙂

A mò di esempio adesso guardiamoci un paio di siti appena appena realizzati….

http://beacardi99.wixsite.com/cardinalibeatrice

http://magicko06.wixsite.com/gretaaamagi

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Attrezzi per farsi un CV innovativo (per le aziende innovative)

Le aziencvde innovative non leggono i CV formato Europass (si fermano alla foto) perchè sono noiosi, lunghissimi e pieni di informazioni ridondanti; invece, prediligono CV snelli, chiari ed efficaci.

Per esempio, per fare un CV ‘all in one page’ consigliamo un software come questo https://enhancv.com. (vedi esempio)

E SE OLTRE AL CV INVIASSI ANCHE UN LINK?

E allora mi sono divertito a fare un video di un minuto in cui esprimo la sintesi di chi sono, le mie qualità, le mie conoscenze e il mio obiettivo professionale.

Ora vi prego non valutate il soggetto ma il ‘prodotto’, la cui sceneggiatura e realizzazione è stata semplice e la sua efficacia sarà immediata.

Io dico che questa è la strada e i Recruiter farebbero bene a farsi inviare oltre ad un Resume di una sola pagina anche un video, dove peraltro si riscontrano subito le qualità di sintesi, creatività, intraprendenza e presentabilità del candidato.

Il video è realizzato con l’APP POWTOON, scaricabile gratuitamente ma è a pagamento per le versioni PREMIUM e BUSINESS….io lo sto usando principalmente per la realizzazione di video corsi ma è una piattaforma ricca di risorse grafiche e musicali che ti consentono di realizzare progetti di varia natura.

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I piccoli negozi sono pronti per le APP?

behereBEHERE (http://www.behere.biz/) è una APP che un’Azienda modenese sta proponendo ai nostri esercizi di vicinato al fine di far incontrare sul web le loro proposte commerciali e i clienti.

Funziona che  l’utente scarica gratuitamente l’APP e si ritrova all’interno di quest’ambiente dove è continuamente aggiornato sulle novità commerciali di tutti quei negozi che si sono affiliati. Naturalmente può essere raggiunto in qualsiasi momento da tutte le promozioni che di volta in volta gli segnaleranno i negozi.

Se nelle grandi città potrebbe essere anche un ottimo servizio, purtroppo non riesco a condividerne il senso in una piccola città come la nostra.

Da sempre infatti, sono fermo sostenitore della lealtà verso i piccoli negozi (quelli bravi però 😉 ) che non hanno mai avuto bisogno di promuoversi, nè con la pubblicità e nè con altro mezzo, perchè quello che è sempre valso e sempre varrà sarà il passaparola positivo dei suoi clienti.

Ma rimango perplesso anche per come vengono proposte simili soluzioni, pensate più per le grandi città (basta che si guardi il video di presentazione ambientato a New York), con una tattica che mi ricorda tanto la vendita del servizio Memotel (Telecom) alla vecchietta inferma che non usciva mai di casa.

Comunque, dal momento che c’è ed è già in diffusione, prima che qualcuno si demotivi anzitempo, sarebbe necessario, da parte dell’Azienda del Behere, che fossero programmati alcuni passaggi formativi che servano ad educare gli esercenti ad un utilizzo più consapevole e crescente dello strumento. L’impressione, infatti, è che questi strumenti di web marketing siano calati su realtà imprenditoriali non ancora culturalmente pronte e magari ancora orientate a cogliere l’importanza della pubblicità stampata sulla carta (cd. m’App).

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Anemoni e Paguri, Colleghi di Ventura

PIC6376OQuesto titolo curioso è una metafora che riassume ciò che ho visto e sperimentato nelle molteplici organizzazioni ove ho lavorato in questi ultimi 25 anni.

Ma che c’entrano queste due meravigliose creature marine che sono appunto i Paguri e gli Anemoni (o attinie)?

I paguri (Dardanus calidus)  sono Crostacei con addome molle che usano, come protezione da questo pericoloso handicap, conchiglie vuote capaci di contenere l’addome e quindi di proteggerlo. I paguri, durante la loro esistenza, (se tutto va bene), si trovano a cambiare più volte le loro protezioni, corazza e conchiglia: la corazza attraverso la naturale muta insita nella natura dei crostacei; la conchiglia attraverso la laboriosa ricerca di una conchiglia vuota più grande, in cui l’addome si possa sentire a suo agio.

paguri vivono in simbiosi mutualistica con uno o più anemoni della specie Calliactis parasitica. La mutualità della simbiosi consiste nella difesa che l’attinia urticante, posizionata sulla conchiglia, offre al paguro, mentre quest’ultimo offre all’ospite il nutrimento di quel cibo che non consuma.

Gli ambienti di lavoro, visti in chiave organizzativa, spesso non sono attraenti, perché in prevalenza si curano poco dell’accoglienza dei loro collaboratori. Poi se sono molto giovani il rischio è quello di perderli molto presto, o per lo meno fino a quando nuove opportunità non gli si prospettano davanti.

Ecco, appunto, l’accoglienza è la parola chiave che incoraggia le persone a rimanere  o meno in un determinato contesto lavorativo, in quanto per raggiungere gli obiettivi assegnati è necessario che esse si sentono accolte, ascoltate, capite, supportate ed aiutate dal management di turno.

Se questo non si verifica (molto spesso) le risorse tenderanno a resistere fino a quando non avranno esaurito la loro capacità di apprendimento in quel contesto e non faranno altro che cercare altrove una conchiglia più spaziosa ed accogliente.

In alcuni casi poi diventa un ‘modus vivendi’, ossia quello di un accumulo costante di esperienza, grazie alla quale le risorse, al di là del fatto si trovino bene o male in un certo ambiente di lavoro, alla fine poi cambieranno sempre in nome di una consapevole volontà di trovare conchiglie più appassionanti e ricche di esperienze più significative.

Ma che cosa c’entrano gli Anemoni? Gli Anemoni sono i colleghi di lavoro che, a differenza dei luoghi dove hai lavorato, saranno sempre la tua ‘sopravvivenza’ in quell’ambiente inaccogliente.

Quante volte ci siamo trovati a sfogarci o a lamentarci sulla spalla dei nostri compagni di viaggio perché eravamo frustrati o insoddisfatti dell’esperienza che stavamo facendo? e loro, manifestando tutta la loro solidarietà, ci proteggevano da facili abbandoni o peggio ancora da possibili depressioni?

Innestati sulla nostra fragile conchiglia ci hanno piano piano accompagnati verso l’uscita (inevitabile) o ci hanno sorretti con parole incoraggianti e fiduciose fino a farci adattare o rompere coraggiosamente con una conchiglia ormai diventata troppo stretta.

Ebbene questi colleghi, sebbene lasciati ma con l’anima mai abbandonati, di tanto in tanto riaffiorano nei ricordi dell’esperienza; ed oggi, dovendo raccomandare questa metafora alle giovani generazioni, che si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro, di far caso a questa splendida simbiosi tra il piccolo e indifeso paguro e l’anemone protettivo ed accogliente.

 

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La Tavola Rotonda sulle Reti Turistiche

13350316_10208660480981936_3470167968461543246_o (2)Il fiore scelto per l’Evento del 11 giugno a Corinaldo sulle Reti turistiche è stato il Tarassaco. Il Tarassaco o dente di leone o ‘soffione’ è un’erbacea perenne che cresce spontanea, molto diffusa nei campi e nota nella cultura popolare per le sue proprietà e in cucina. Dal greco taraxachè = turbamento, da tarasso = agito, rimescolo, scompiglio e da akos = rimedio, per significare le proprietà rilassanti.

In effetti, il significato etimologico spiega bene ciò che si osserva oggi sul fronte delle reti d’impresa in ambito turistico (scompiglio/rimedio).

Nel servizio di Vivere Senigallia (http://vivere.biz/axDL) vengono spiegate le ragioni e gli obiettivi di questa Tavola Rotonda che ha coinvolto tutti i Sindaci delle Valli e del Misa e del Nevola, i Presidenti e Direttori di Associazioni, Consorzi, Cooperative del medesimo territorio.

L’indirizzo che è stato dato al dibattito è stato quello di capire che cosa oggi fosse necessario per costruire un rete turistica locale o comprensoriale (interno/costa) duratura e portatrice di effetti positivi sull’esperienza emozionale dei turisti che visitano i territori, e per gli operatori medesimi in termini di crescita di fatturato. Nel video stimolo, mostrato all’inizio, si individuano alcuni elementi che possono favorire la nascita e la crescita di nuove aggregazioni pubblico/private.

Quale prospettiva dopo l’Evento?

Le 500 TRIBU’. DALLA MASSA ALLE NICCHIE

Giancarlo Dall’Ara scrive:

« mentre ci si preoccupava del segmento della terza età o di quello delle famiglie con bambini, dei tedeschi […] oppure del turismo culturale o di quello sportivo, non ci si è accorti che quegli approcci non rispondevano più a quanto stava accadendo nel mercato »

LA NASCITA DI NUOVE TRIBU’ DI POTENZIALI TURISTI.

La frammentazione del mercato in nicchie pare essere anche più congeniale alla capacità commerciale delle microimprese marchigiane, meglio se in rete, perché le nicchie sono più facilmente gestibili e destagionalizzabili, non richiedono alle destinazioni e alle imprese investimenti ‘fuori scala’, possono essere accolte e ospitate anche in strutture di piccole e piccolissime dimensioni e possono essere contattate senza il ricorso a intermediari.

Il futuro del turismo è questo! Almeno lo è per le Marche….

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