G E N E R A T I V I T A’ 2 0 2 0

E’ mio costume, da qualche anno a questa parte, intitolare l’anno che verrà con una parola che è la sintesi di letture, confronti ed esperienze vissute nell’anno precedente, ma anche un impegno personale per il 2020.

La parola per il 2020 è ‘GENERATIVITA’ nel senso ‘biologico’, ‘sociale’ ed ‘ambientale’. E’ una parola complessa la cui spiegazione approfondita la rimando al testo di Magatti e Giaccardi Generativi di tutto il mondo, unitevi! Manifesto per la società dei liberi ”.

Qui mi limito a dire due cose. Sulla generatività biologica, ossia la volontà e la possibilità di mettere al mondo dei figli, la situazione è allarmante. Da una recentissima indagine risulta che le Marche nel periodo 2013-2017 si collocano al secondo posto per calo delle nascite (-15%), precedute nel record negativo solo dall’Umbria (-17%). Le istituzioni nazionali e regionali cercano di correre ai ripari con contributi di vario tipo ma credo che questo aiuterà poco la crescita vera della natalità la cui spinta non potrà che arrivare da un cambiamento epocale di mentalità.

La seconda, sinteticamente rappresentata dalle slides che seguono, è che le nostre città hanno bisogno di cambiamenti veloci, sostenibili ed innovativi dove i servizi siano accoglienti, efficienti e flessibili soprattutto per le categorie sociali meno fortunate. Per far sì che questo accada c’è bisogno di dare spazio ed evidenza a persone, di ogni età, che mettano a disposizione le loro competenze, le loro passioni e le loro esperienze. Il progresso sociale ed ambientale vero potrà venire anche grazie al ‘carisma’ di queste persone che, in maniera gratuita e disinteressata, lavorino a braccetto con le Istituzioni ancora disattente alla partecipazione ed al contributo della società civile.

UN GRANDE AUGURIO PER IL 2020 😄

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Bìfore. Vite parallele di uomini ed animali

Giovedì 12 dicembre, alle 18,30, al palazzetto Baviera di Senigallia sarà presentato Bìfore, libro di racconti di Alberto Di Capua ed edito da Ventura Edizioni. Presente con l’autore Leonardo Badioli.

Perchè Bìfore?
Le Bìfore sono finestre di epoca medievale, con due aperture divise in verticale da una colonnina su cui poggiano due archi. Le bìfore hanno ispirato questo libro di racconti a ‘due ante’ che cercano di spiegare, prendendo in prestito alcune situazioni che si verificano in natura, in ambiente acquatico o terrestre, quello che accade tra gli esseri umani. Quindi, da una parte c’è la metafora e, dall’altra, la situazione reale collegata.

Quanti racconti sono contenuti nel libro?
Sono tre. Il primo ha per titolo “Condi_vivere”, il secondo “La luce artificiale del Potere”, e il terzo “Uscire dal guscio”. In tutti e tre i casi ci sono situazioni di sofferenza, di disagio e di ribellione che talvolta hanno un lieto fine oppure rimangono irrisolte. Bìfore è, in definitiva, un libro positivo perché indica dei percorsi di miglioramento e di recupero, oppure vie di uscita, anche in extremis, da situazioni problematiche.

Bìfore ha qualcosa in comune con l’autore?
Il suo vissuto ne è il principale ispiratore. In effetti, si tratta di situazioni di vita di questi ultimi vent’anni ma che hanno collegamenti profondi con la mia formazione e le esperienze giovanili del periodo vissuto a Napoli (1958-1986)

Quali sono queste situazioni di cui fai cenno?
Situazioni di sofferenza in un contesto dove imperano l’indifferenza, l’inaccoglienza e la superficialità. Mi riferisco, in particolare, all’età dell’adolescenza, alle difficoltà di chi perde il lavoro e alle problematicità derivanti dal vivere insieme in famiglia e nella comunità civile. Tutti argomenti di grande attualità che periodicamente ciascuno di noi si trova ad affrontare tra mille difficoltà.

Perché il continuo uso della metafora?
Innanzitutto, credo che la metafora in generale ci aiuti a capire meglio l’esperienza reale; inoltre, quello che mi affascinano sono alcuni comportamenti animali che aiutano a capire quanto per certi aspetti noi uomini gli somigliamo. In questa trilogia parlo di ‘paguri’, ‘falene’ e ‘gamberetti’. Curiosi no?

Quali sono le parole chiave di questa trilogia?
Ce ne sono diverse come ‘ostinazione’ e ‘insofferenza’ che spingono verso cambiamenti significativi, ma anche ‘cooperazione’ e ‘imitazione’ che invece indicano la strada verso il progresso e lo sviluppo sociale.

Puoi leggerci un breve passo del libro che descrive per esempio ‘l’imitazione’?
Si tratta di un passaggio tratto dal secondo racconto “La luce artificiale del Potere”: “Antonia aveva una profonda convinzione, secondo la quale la società poteva progredire anche grazie al carisma delle persone che, dopo aver generato soluzioni per taluni bisogni insoddisfatti, sarebbero state ‘imitate’ poi dalle istituzioni. Il problema, che però sentiva opprimente, consisteva in quello che lei definiva ‘incapacità d’imitazione’ del carisma da parte dell’istituzione; ossia, nata l’innovazione, l’istituzione era spesso incapace di imitarla stabilmente, finendo così nell’abbandonarla a se stessa

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La beneficenza a Marzocca vale doppio

Il Gruppo Scout, l’Associazione Montimar, la Lega Navale di Marzocca, l’Associazione Sena Nova, il Comitato Genitori del Liceo Scientifico Medi e l’Associazione Genitori di Senigallia hanno deciso di contribuire, con una raccolta fondi, al miglioramento degli spazi e all’incremento delle attività dell’Oratorio Parrocchiale di San Antonio a Marzocca.

Abbiamo chiesto a Marco Quattrini, responsabile del Gruppo Scout di Marzocca, in cosa consiste questa raccolta.

La raccolta si svolge solo online; ad ogni donazione, da effettuarsi esclusivamente con carta di credito o carta prepagata, corrisponde un contributo di pari importo da parte della Fondazione Cariverona, finanziatrice del progetto. La raccolta rientra nel programma: “Famiglia Forte: Investire nel futuro per una comunità che cresce”, coordinato dall’Ambito territoriale sociale 8 di Senigallia.

Come funziona la raccolta?

Dopo essersi collegati al sito della piattaforma http://bit.ly/doni1ricevi2 ci sono due possibilità di donazione: la prima è libera, partendo da un minimo di € 20; la seconda è quella di contribuire con cifre fisse di € 20, alternativamente, o all’acquisto di attrezzature da cucina o di nuovi giochi da tavolo e per PC oppure di nuovi strumenti musicali, materiale multimediale e di arredo.

Perché queste scelte così precise?

Perché con un gruppo di ragazzi frequentanti la parrocchia si è lavorato per evidenziare quali necessità avesse l’oratorio e quali attività si potessero sviluppare grazie a questi contributi.

Come si possono raggiungere questi obiettivi grazie anche a questa raccolta?

Favorendo la ristrutturazione degli spazi e riqualificandone gli usi, al fine di promuovere nuove attività educative e di intrattenimento; inoltre, attivando nuovi laboratori manuali, culturali, artistici, espressivi e di gioco, si può dare così spazio alla creatività e al desiderio di stare insieme e fare amicizia.

Quali sono le motivazioni che hanno spinto queste sei Associazioni a mettersi in rete per l’Oratorio?

L’Oratorio è un punto di riferimento importante per tutti i ragazzi che abitano nella nostra frazione e in quelle vicine e crediamo che esso possa essere uno spazio di aggregazione accogliente, sicuro e ben organizzato. Inoltre, riteniamo che l’Oratorio possa essere fruibile non solo durante le normali attività del catechismo e quindi un Oratorio meglio attrezzato può favorire occasioni di incontro, di formazione e di crescita per tutti, diventando sempre più “ponte” tra la Chiesa e la strada. Infine, perché l’Oratorio dimostri con un segno visibile, nonostante gli spazi limitati, il grande desiderio di aprirsi e di accogliere veramente tutti.

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La Partecipazione che vogliamo

Una domenica trascorsa tra saluti accoglienti (previsto anche un piccolo buffet) e produzione/ascolto di idee per una Senigallia differente, civicamente presente, concreta, attenta ai diritti ed alle istanze delle classi più deboli, meno spettacolare e finalmente più vera.

La partecipazione al Forum di una sessantina di persone che hanno rinunciato all’abbiocco domenicale post-prandiale significa molto; rispettosi delle regole imposte dal metodo hanno esposto con fermezza le loro visioni, ed ora aspettano di sedersi intorno ad un tavolo per approfondirle e proporle alle forze che si candideranno per le prossime amministrative.

Nella tabella sono riportati i dodici titoli che raccolgono una pluralità di argomenti tutti degni di attenzione. Per citarne qualcuno, si va dai diritti umani alla tutela ambientale, dalla cultura e turismo alla questione della partecipazione (leggi Centri Civici). Maggiori dettagli sul Forum si trovano qui

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La Falena, la lampadina e la luce dei potenti

Le Falene sono quelle farfalline che spesso vediamo girare di notte, impazzite, intorno a fonti luminose come lampadine e lampioni. Il loro girare vorticosamente sempre più vicine alla luce, però, le porta alla morte per il calore insopportabile cui si sottopongono. Ma perché sono così soggiogate ed attratte da questa luce così abbagliante?

Quando non esistevano queste fonti luminose artificiali, le falene notturne si facevano guidare dalla luce della luna o delle stelle, assolvendo, come tutti gli insetti, al compito d’impollinazione dei fiori. Da quando però esiste la luce artificiale questo compito è venuto un pò meno, perché girando intorno ai lampioni oppure entrando nelle nostre case, attratte dalla luce delle lampadine, il passaggio sui campi è pressoché scomparso.

L’attrazione della luce intensa così le è diventata fatale. Il suo antico sistema di orientamento è stato compromesso dall’inquinamento luminoso che le rende fragili ed indifese. La loro fine ingiustamente inevitabile. (Si può leggere tantissimo sulle Falene nel bellissimo blog di Briciolanellatte . https://briciolanellatte.com/altri-scritti/a-domanda-rispondo/la-falena-in-casa/la-luce-e-le-falene/ )

Le persone spesso si comportano come le falene. Nel corso della loro vita qualche volta perdono il loro orientamento, non si ritrovano più. Capita, infatti, che comincino a volare verso fonti di luce per loro non abituali, forti, intense, abbaglianti. Cominciano a girarvi intorno prima incuriosite dalla forza e dall’intensità del loro bagliore, poi sempre più insistentemente sentono di esserne attratte a causa del loro calore accogliente e ammaliante fino ad avvicinarsi troppo, bruciarsi e scomparire per sempre.

Questa luce spesso è prodotta da coloro che detengono il potere e che hanno continuo bisogno di alimentarlo, pena la loro inevitabile estinzione, con nuove innocenti vittime portatrici di visioni, idee e progetti. Queste ‘falene’ tanto generative per le nostre comunità rischiano così di essere istituzionalizzate, dopo essere state attratte dal bagliore dei potenti, inglobate, spremute, manipolate per interesse personale/istituzionale ed alla fine dimenticate.

Questi poteri, inoltre, s’abbarbicano anche sulle tragedie umane, lasciando intendere che il loro aiuto sarà determinante per rimuovere situazioni di difficoltà che colpiscono famiglie ed individui. La Falena una volta gratificata dalla promessa d’aiuto si lascia prendere, porre su un piedistallo e mettere in condizione di fare proseliti, quelli che veramente serviranno alla sopravvivenza della ‘luce artificiale’.

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