Placemaking. Un gioco per giovani cittadini

E’ stato avviato, con alcune classi del Liceo Scientifico E. Medi di Senigallia, un interessante percorso su come si possa fare ‘progettazione partecipata’ con i ragazzi, utilizzando la filosofia del PLACEMAKING. Di che si tratta?

E’ abitudine comune, quando si discute di spazi pubblici riservato ai giovani, esterni ed interni, non dare eccessivo risalto a quella che può e deve essere considerata la loro funzione principale, basata essenzialmente sulla promozione della salute e del benessere delle persone che li frequentano. Continua a leggere

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Spiegare la Facilitazione. Il Cacciatore di Angurie.

Una storia Sufi racconta di un uomo che una volta, tanto tempo fa, vagando lontano dal suo paese, andò a perdersi nel mondo noto come Terra degli Sciocchi.
Vide presto un certo numero di persone che fuggivano terrorizzate da un campo dove avevano cercato di mietere frumento. “C’è un mostro nel campo”, gli dissero, ma egli guardò e vide che si trattava di un’anguria. Continua a leggere

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L’Accoglienza è…..i Pesci della Specie Negletta

I Pesci appartenenti alle ‘specie neglette’ sono poco conosciuti ma molto più economici (€ 4 /5 al chilo) dei richiestissimi tonni e salmoni. Inoltre, sono molto gustosi ed alleviano la pressione su quelle specie a rischio di estinzione. Per tutti l’esempio dello sgombro che con € 5  mangi un pesce molto nutriente e salutare.

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Chiamate i Genitori a parlare di Media Education

marottaA scuola cominciano ad essere abbastanza frequenti gli incontri sulla Media Education a cura di psicologi, ispettori della Polizia Postale e professori, rivolti alle famiglie ed ai ragazzi.

In parrocchia, un pò meno. Ma venerdi 10 marzo alle 20,45, don Egidio e gli amici della Parrocchia di San Giuseppe a Marotta hanno organizzato veramente una bella serata dal titolo:

OCCHIO @LL@ RETE. Ragazzi in rete o nella rete?

Nelle premesse, essendo stato invitato come referente dell’Associazione Genitori e quindi come Genitore, ho specificato:

“Non sono uno psicologo, stile Paolo Crepet, che vi dice che dovete puntare verso una relazione autentica con i vostri figli, che dovete essere genitori e non amici, che dovete saper gestire i divieti e i permessi, che dovete distrarli e ad aiutarli a fare delle scelte consapevoli….

Non sono un ispettore della Polizia Postale, che vi dice che dovete tirar fuori i Pc dalle camere dei vostri figli e metterli in una parte visibile dove potete vedere quello che fanno (tipo elettrodomestico), che dovete denunciare subito gli abusi, che dovete imparare a come si gestisce la privacy….

Non sono un professore che vi fa una dotta relazione sul ‘flaming’ e il ‘sexting’ e le conseguenze Cyberbulliste che ne possono derivare…”

NIENTE DI TUTTO QUESTO!! PERCHE’…….

sono solo un Genitore, che naviga sulla rete esattamente come i vostri figli, che ha scelto di starci perchè si apprendono tante cose utili e se ne creano altrettanto, che non è pensabile rimanere su un binario parallelo, ma che anzi bisogna convergere il più possibile così da fare un cammino insieme di scoperta e di crescita responsabile.

Questo è il genitore che mi piace! quello che apre la porta della stanza ed entra, s’informa, discute, pone domande e condivide, consiglia, raccomanda e propone. Insomma camminare insieme.

porta

Certo il parere degli esperti è importante ma sicuramente non sono loro che c’insegnano a costruire un dialogo con i nostri figli sul tema delicatissimo dei Media, per il quale noi come genitori dobbiamo decidere da quale parte stare: fuori dalla porta od entrare.

Ma che ci sia un genitore a condurre l’incontro comporta anche un altro vantaggio! L’approccio Peer (tra pari) è decisivo per accogliere più facilmente un argomento così complesso, e per condividere con più tranquillità e libertà pensieri e preoccupazioni che spesso fanno fatica ad uscir fuori, quando l’incontro è più accademico.

Infine, c’è un’altra questione! Non è pensabile che un tale argomento possa esaurirsi in un paio d’ore, durante le quali ciascuno prende quello che gli serve al momento. Tuttavia, sappiamo bene che la questione si evolve con il passare dei giorni, dei mesi e degli anni; pertanto periodicizzare questo tipo d’incontri diventa molto salutare, intesi come momenti di confronto e di verifica del cammino che si sta facendo. Naturalmente, maggiormente utile a quei genitori che hanno deciso di varcare quella famosa soglia! 

 

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Safer Internet con “Toc Toc? Ci Sei? o sei connesso?” Edizione 2017

rgazzaDa qualche anno, a seguito dei tanti episodi di cronaca,  in cui emerge l’uso maldestro delle nuove tecnologie digitali  (es. smartphone), abbiamo avviato una profonda riflessione che ha visto i soggetti di una rete scolastica (I.T.E.T. “G. Carducci – G. Galilei” di Fermo; I.I.S. “Raffaello” di Urbino; Liceo Scientifico e delle Scienze Umane Laurana_ Baldi Urbino, e I.T.C. “C. Battisti” di Fano) ad intervenire con nuove modalità e differenti approcci educativi.

Si è partiti inizialmente con lo strumento del dialogo (sondaggio) e la discussione con i giovani utilizzatori (ed. 2015- http://wp.me/p2mXvU-b6), partendo dalla sensazione verificata che alla dotazione di apparati digitali, anche di una certa importanza, non era collegata la consapevolezza dell’uso che se ne poteva fare. Inoltre, quello che maggiormente ha destato preoccupazione è stata la diffusa ‘maleducazione digitale’ tra i giovanissimi che spesso ha degenerato in fenomeni di cyberbullismo come il Sexting e il Flaming.

Il primo riguarda il proprio corpo che non è più espressione visibile della propria identità ma uno strumento per conquistare consensi (selfie). Il secondo è una sorta di ‘analfabetismo o disinteresse emotivo’ per come uno veramente si sente, se attaccato, insultato o raggiunto da foto o frasi provocatorie, violente ed imbarazzanti.

In ogni caso, questi due fenomeni, se già riscontrabili nell’età preadolescenziale, sono maggiormente presenti in quella adolescenziale, target-obiettivo del nuovo progetto.

Finalità del progetto

Per favorire negli adolescenti lo sviluppo della consapevolezza del significato di “cittadinanza digitale” e dei comportamenti a rischio, la finalità del progetto è quella di puntare su alcuni approcci didattici più innovativi che utilizzino le tecnologie della comunicazione (es. Video), integrate con Internet e i Social Networks. Solo, infatti, grazie a queste modalità, che utilizzano l’esca del gioco e il confronto tra pari (peer), si potrà promuovere un uso più attivo e costruttivo delle opportunità offerte dalla rete (internet delle cose).

L’approccio didattico del ‘Peer Educator’ applicato alla Media Education.

Il “Peer Educator” in ambito educativo è una persona percepita come “uguale” o “vicina” per caratteristiche anagrafiche, culturali o sociali. Nell’ambiente scolastico il Peer Educator è un allievo di età pari o di non più di quattro anni superiore a quella della persona che riceve uno stimolo educativo.

E’ ampiamente dimostrato dalla letteratura pedagogica, infatti, che gli stimoli offerti agli adolescenti da persone della stessa età o di pochi anni superiori, sono maggiormente recepiti, in quanto attivano più facilmente il meccanismo di assimilazione e imitazione, rispetto agli stimoli offerti da figure reputate più lontane, come le persone che hanno superato l’età adolescenziale e giovanile.

I Peer Educator, nell’ambito del progetto, sono allievi che sceglieranno volontariamente di ricoprire questo ruolo, e che, attraverso il supporto di docenti tutor formati sulla Peer Education, offriranno stimoli educativi ai propri coetanei relativamente alla Media Education.

La Media Education è, invece, quell’attività educativa e didattica volta sviluppare nei giovani un’informazione e una comprensione critica circa la natura e le categorie dei media, le tecniche impiegate dai media per costruire messaggi e produrre significati, i generi e i linguaggi specifici. Negli ultimi anni la Media Education, nata principalmente per educare alla lettura matura dei messaggi offerti dai media tradizionali quali televisione, radio e stampa, è stata oggetto di sviluppo nei suoi contenuti e approcci in conseguenza della crescita esponenziale dell’utilizzo dei Social Media da parte dei giovani.

Le attività di Media Education sono oggi volte principalmente all’educazione e alla didattica rispetto all’uso corretto dei social media e alla consapevolezza delle opportunità e dei rischi connessi alla cittadinanza digitale.

Tempi di realizzazione, fasi e formatori

 Il progetto si svolge nel corso di tutto l’anno scolastico 2016/2017 ed interesserà, inizialmente con un questionario, 60 studenti di ogni istituto appartenenti alle classi del biennio.

Parallelamente, verranno scelti 7 Peer educator che  verranno formati nel ruolo ed accompagnati nella costruzione del ‘kit didattico’ a supporto delle attività di stimolo che svolgeranno nelle classi inizialmente coinvolte.

Tali Peer (dopo Senior), una volta formati potranno continuare svolgere questa attività con altre classi o coinvolti in altri progetti con approccio Peer.

I Peer Educator saranno seguiti nelle varie fasi da due docenti tutor per Istituto e da professionisti della Peer & Media Education.

Il Progetto è finanziato dalla FONDAZIONE CARIVERONA con l’Assistenza Tecnica del Cescot Ancona.

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