E veniamo invece a descrivere questa figura professionale che tu chiami ‘Facilitatore’
In effetti questa figura richiama gli insegnamenti di Socrate e la sua famosa maieutica. Questa figura nel tempo si è caratterizzata in base agli ambiti di intervento; nel saggio mi sono soffermato sul facilitatore di processi rigenerativi, su quello dei processi partecipativi e quelli di Life Design ma sarebbe troppo lungo entrare in ciascuno. Magari, approfondirei quello dei processi partecipativi in cui ho maggiore esperienza..
Infatti, se non mi sbaglio, parli di processi partecipativi attivati nello sviluppo locale. Di che si tratta?
I Facilitatori dello Sviluppo Locale, inseriti nei PIL (Piani integrati locali) sono figure professionali che si inseriscono in un progetto per favorire il raggiungimento di un accordo fra gli attori coinvolti, quando questo non si raggiunga spontaneamente. Per svolgere il suo compito, questo professionista utilizza il metodo partecipativo. Partecipai con successo nel 2018 ad una selezione come Facilitatore per il PIL del comune di Corinaldo avviando, insieme ad altri sei comuni, un processo partecipativo che coinvolse gli stakeholder principali, i tecnici delle amministrazioni comunali e le popolazioni locali. Con il Progetto Active Valley, di recente approvazione, per il quale ho favorito l’aggregazione e la partecipazione degli operatori economici, nonché scritto tutti i suoi contenuti per un Bando del GAL sulla cooperazione, si è chiusa questa esperienza di Facilitatore del PIL durata sei anni.
Ma quasi in parallelo sei stato incaricato di avviare un altro processo partecipativo questa volta riguardante la rigenerazione di un bene comune, il Parco della Cesanella di Senigallia…
In questo caso parliamo di democrazia partecipativa e deliberativa collegata ai beni comuni, diversi questi dai beni pubblici e da quelli privati, in quanto la partecipazione dei cittadini alla progettazione e alla gestione dei beni comuni è prevista dall’art 118, comma 4 della Costituzione. Questa partecipazione viene favorita attraverso un processo dialogico generativo strutturato per compiere scelte in contesti diversi mediante il coinvolgimento di amministrazioni, associazioni, soggetti privati e comuni cittadini. Si basa sul principio che tutti possano essere coinvolti offrendo così a privati e gruppi la possibilità di influire, monitorare e valutare gli interventi condivisi. Il processo partecipativo prevede una serie di attività che si prolunga in un determinato lasso di tempo e deve essere trasparente, informato, facilitato al fine di dare voce a tutti in modo paritario e inclusivo.
A che punto è questo processo?
Dopo i primi due anni di attività (2022), e dopo un arresto dovuto a problematiche procedurali e burocratiche, il processo è ripartito quest’anno per entrare in una modalità più deliberativa; non nel senso di dover prendere delle decisioni, di competenza dell’Istituzione, ma di discutere e riflettere ancora una volta insieme ai cittadini (c.d. Comunità di pratica), ora più informati e consapevoli, su quali scelte migliori per il parco potessero essere adottate dalle Istituzioni.
Se desideri averne una copia vai al link https://wp.me/P2mXvU-CS




