La Scuola dei Commercianti. Il Panel d’ascolto dei Clienti dei piccoli Negozi

Il 19 Marzo al Corinaldesi di Senigallia si è svolto il primo Panel D’Ascolto dei Clienti dei Piccoli Negozi.

Sono stati coinvolti 10 concittadini rappresentanti di diverse categorie: studenti, docenti, pensionati, avvocati, assicuratori, psicologi, impiegati comunali e giornalisti. Il Panel fa parte del percorso formativo: “Total Quality Management nel Commercio” attualmente in corso di svolgimento.

Di seguito presentiamo gli esiti quanti/qualitativi

Il Panel dei Clienti. Le risposte del questionario

Il Panel dei Clienti La sintesi delle risposte

VIDEO DEL PANEL

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=MSDhhnLawLY

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Le prime edizioni del percorso formativo sulla Qualità nel Commercio

Per i commercianti ora c’è anche la possibilità di affrontare in modo nuovo e diverso la crisi. Sono state, infatti, finanziate le prime tre edizioni (Fondi FSE) di un progetto di formazione per titolari di negozio e loro collaboratori denominato “Total Quality Management nel Commercio”.

Questo percorso formativo di 60 ore sugli aspetti qualitativi della vendita (p.es.“la fidelizzazione”), sarà realizzato dalla Società Cooperativa Agorà di Senigallia, ente accreditato presso la Regione Marche che opera da anni con successo nel campo della formazione professionale. Il percorso, che avrà inizio il 20 febbraio p.v., ha già registrato numerose richieste di partecipazione ma è ancora possibile iscriversi perché altre edizioni avranno luogo successivamente a questa data. Gli interessati, dunque, possono rivolgersi ad Agorà (tel. 071.7912824) per ulteriori informazioni o per l’iscrizione.

Siamo pienamente convinti che, in tempi di crisi, investire sulla formazione sia una risposta efficace e lungimirante, tanto più quando è di valore e non comporta costi per l’impresa. Si tratta di una felice intuizione frutto di un mix virtuoso e sinergico tra la leva del finanziamento (copertura dei costi da parte dell’ente pubblico), la consulenza specialistica di elevato livello (professionisti esperti nel miglioramento continuo del processo di vendita) e la componente che opera quotidianamente sul campo (i commercianti).

Con soddisfazione rileviamo che, nel pieno della fase negativa, aumenta di giorno in giorno chi pensa che i tempi siano maturi per una nuova rivoluzione copernicana, che la crisi non può continuare ad essere al centro del nostro universo, svuotandoci delle nostre migliori energie. In altri termini serve una svolta. L’antica visione geocentrica, con la terra al centro del sistema solare, corrisponde per analogia all’attuale fase storico/economica che vede la crisi al centro di tutto, con una visione a tratti intransigente verso ogni tentativo di risalita. Al contrario, dobbiamo tornare a mettere il sole al centro del sistema di orbite dei pianeti che compongono il sistema solare (il nostro campo d’azione, le nostre relazioni), e quindi tornare con fermezza e coraggio a volgere lo sguardo verso nuove prospettive e nuove visioni.

La situazione non è piatta: si può scendere ancora, ma si può anche risalire, a patto di accettare la sfida di un profondo cambiamento culturale, convinti che non si può risolvere il problema con la stessa mentalità che l’ha generato. Serve una visione più presbite che miope, che guardi cioè oltre i valori tradizionali delle prestazioni del prodotto, della mera competitività del prezzo, l’individuazione spesso affannosa dei mercati, non perché questi valori non siano più importanti, ma perché stanno diventando patrimonio comune a tutte le imprese, e quindi necessari ma non sufficienti per essere competitivi.

Oggi si fanno strada nuovi valori strategici come la cultura dell’ascolto del cliente, l’offerta flessibile delle soluzioni personalizzate e sempre meno standardizzate, la rilevazione sistematica della qualità percepita e di quella attesa, l’elevata soddisfazione del cliente (high satisfaction) come obiettivo prioritario assoluto, che soppianterà nel prossimo futuro la normale customer satisfaction. In questo contesto, la Qualità Totale è certamente la leva vincente per la competitività anche di micro e medie strutture come i negozi commerciali, perché per vincere la sfida c’è bisogno di un salto culturale dell’intera organizzazione, che investa tutti: fornitori, proprietà, direzione e front-end (addetti a contatto con il pubblico). Per realizzare tutto questo nei tempi giusti occorre rivolgersi a professionisti esperti e specializzati, che hanno già affrontato con successo situazioni di transizione e di crisi, capaci di valorizzare la conoscenza teorica, non come elemento a se stante, ma come fattore propedeutico per l’utilizzo “sul campo” di quanto appreso in sede di formazione. E’ appena il caso di specificare che da ricerche recenti è emerso che i clienti persi perché insoddisfatti del trattamento ricevuto in negozio ammonta a più del 65%, e che più del 50% delle cause di insoddisfazione sono attribuibili a fattori che agiscono all’interno del negozio e del rapporto di vendita, tra cui, in misura rilevante, la cortesia e la competenza degli addetti.

In definitiva, l’obiettivo e l’augurio è che a fine corso, grazie alla piena collaborazione dei partecipanti, i clienti dei negozi, intervistati nei sondaggi di rilevazione dell’high satisfaction, potranno esprimersi con parole come queste:
“Non so perché, ma qui mi sento bene. Mi trovo pienamente a mio agio per tutto il tempo che rimango nel negozio”;
“Qui mi sento veramente ascoltato. Trovo la giusta attenzione ai miei bisogni.”
“E’ strano come mi capiscano al volo, mi sento subito compreso nelle mie richieste.”
“Sembra che mi conoscano da tanto tempo, mi sento coccolato ma non invaso”.
“Quando entro in quel negozio mi sembra di essere qualcuno. Sono visto e riconosciuto. Mi fanno sentire importante prima di tutto come persona.”
“Anche se non compro niente, esco sempre dal negozio con qualcosa in più di intangibile, ma molto importante, che fa dire a me stesso qui ci voglio tornare perché oltre a vendere prodotti, offrono stile e valore.”

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La lealtà verso i negozi del centro. Cosa ne pensano i Clienti?

Il Rompiscatole, gruppo d’informazione che raccoglie proposte e commenti su argomenti di attualità per migliorare la città, ha fatto un sondaggio con i frequentatori del Centro storico di Ancona dal titolo: “Negozi in crisi? Parliamone”.

Il sondaggio ha investito 582 clienti ai quali è stato chiesto innanzitutto se sono abituali frequentatori del Centro. Il 25% ha detto di Si, il 25% ha detto di no, mentre l’altro 50 ha risposto ‘raramente’. Successivamente sono state appurate le cause di questa mancata frequentazione del Centro; ebbene il 23,9% ha riferito che i prezzi nei negozi sono troppo alti; il 20,5% per lo scarso assortimento; il 15,9% per i parcheggi costosi e l’11,4% per la mancanza di posti auto; l’8% per la scortesia; il 4% per l’arredo urbano; il 4% per l’isola pedonale e solo il 3,4% a causa dei centri commerciali. La cosa che ci ha incuriosito di questo sondaggio è che oltre il 50% delle risposte rivela che le cause riguardano praticamente solo i commercianti (prezzi, assortimento e scortesia = 52,4%). Certo, la mancanza di posti auto, il prezzo del parcheggio troppo elevato, l’arredo poco accogliente, i centri commerciali condizionano e non poco le scelte d’acquisto della clientela, ma c’è un aspetto sul quale la categoria dei negozianti dovrà porre ormai una certa attenzione. Nei nostri seminari formativi sull’argomento (info Agorà tel. 071.7912824) poniamo sempre l’attenzione sull’intero processo di vendita (la vetrina, l’ambiente interno, l’accoglienza, la gestione del cliente, il post-vendita), ossia su tutte quelle fasi in cui la ‘professionalità’ del negoziante si rivelerà determinante ai fini dell’esito della vendita e dell’auspicabile ritorno del cliente fidelizzato. In effetti, ci sembra che tutte le cause ‘esogene’ come la mancanza di parcheggi, il prezzo della sosta, la viabilità, gli orari degli esercizi, la grande distribuzione, le tasse, e non ultima la crisi generale siano dei formidabili ‘capri espiatori’ per non voler prendere contatto con una professione che sta cambiando rapidamente.

In pratica, notiamo che molti commercianti, al di là del fatto conoscano molto bene l’oggetto della loro attività, quello che trapela talvolta è una carenza di Qualità nella Relazione con il Cliente, determinante ai fini della sua fidelizzazione (“La Lealtà”). Carenze professionali che nascono fin dal primo contatto per poi ripercuotersi su tutto il processo di vendita: dalla conoscenza del prodotto, alla scoperta del cliente, dalla gestione delle sue obiezioni fino alla trattativa sul prezzo che, dati i tempi, implica la necessità di essere molto bravi e convincenti. Ma anche gli aspetti legati all’assortimento dei prodotti con la loro collocazione (vetrina, e scaffali), la gradevolezza dell’ambiente e l’accoglienza generosa dei suoi venditori costituiscono ormai i fondamentali imprescindibili della vendita efficace. Ci permettiamo, in conclusione, di rivolgere una provocazione ai nostri amici commercianti. Quanti, in vista del Natale, oltre a rendere bello il proprio punto vendita, si sono preoccupati di invitare i propri clienti abituali (ammesso che esista una scheda cliente con gli indirizzi, numeri di telefono o e-mail) a visitare la propria collezione natalizia, magari con sconti riservati o qualche trattamento di particolare favore? La religiosa attesa del cliente è terminata, proviamo a fargli solo una telefonata!

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