Come nasce Qualitymob Senigallia-Jesi

“Si definisce movimento qualunque formazione collettiva relativamente strutturata che appare identificabile per il fine dei suoi partecipanti e membri di difendere o promuovere degli “oggetti” o delle situazioni che hanno una connotazione sociale, e quindi delle implicazioni di fatto o di valore per un gruppo più o meno circoscritto di soggetti.
Inserito nel contesto dei comportamenti collettivi, il movimento è rappresentato da un gruppo dove i ruoli non sono ancora definiti e nel quale le relazioni sociali sono per lo più a carattere cooperativo e dotate di forte carica emotiva. Solitamente il movimento focalizza l’attenzione su un determinato obiettivo e si mobilita per conseguirlo.”
Ma come nasce un movimento? Con l’aiuto di un filmato, Derek Sivers spiega come iniziano i movimenti …

Non ci sono tante regole, bastano pochi passi …

  1. Ci vuole un leader che abbia il coraggio di osare qualcosa di nuovo a costo di rendersi ridicolo
  2. Il primo “folower” (seguace) è ciò che rende un pazzo solitario un leader
  3. Il leader tratta da pari i seguaci, non si tratta di “lui” ma di qualcosa che deve coinvolgere
  4. Spesso il ruolo dei leader è sopravalutato, infatti è il primo seguace quello veramente importante, sarà lui ad insegnare agli altri a “seguire”…
  5. Con il passaggio 3 / 4 / 5 seguaci, possiamo già parlare di una piccola folla, un capitale relazionale che comincia ad essere importante.
  6. poi arrivano i modaioli, quelli che appena vedono qualcosa di “innovativo” saltano sul carro.
  7. infine arrivano i ritardatari, quelli che fino ad allora ne erano rimasti fuori per non sembrare ridicoli, ora si affretteranno a mettersi al passo, poiché all’improvviso sono loro quelli strani.
Ovviamente questi passi sono una semplificazione di un processo complesso, pieno di variabili, ma spiegano bene le dinamiche sociali che stanno dietro alla diffusione di un idea. Non si tratta solo di creare movimenti, ma di vendere prodotti, diffondere un modo di pensare, un abitudine alimentare, ecc…
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Informazioni su ALBERTO DI CAPUA

Formatore e Facilitatore di Sviluppo Locale. Nello specifico, mi occupo di Destination Management, ovvero progetto Reti Turistiche e ne formo gli operatori (Network Manager, Operatori di strutture Extraricettive, dell'arte bianca, dell'enogastronomia, della ristorazione, Operatori IAT e della Comunicazione Istituzionale).
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