Abbiamo bisogno di Eresie….

Giordano Bruno

Il 2015 l’abbiamo trascorso esplorando il concetto di Accoglienza personale ed organizzativa, nel pubblico come nel privato. Nel 2016 invece intendiamo esplorare il concetto di ERESIA, che investe soprattutto il cittadino-imprenditore, che rompe gli schemi, e, con audacia, si fa largo in un contesto dove gli spazi sembrano restringersi….

La parola ERESIA deriva dal Greco AIRESIS che vuol dire SCELTA, ma anche Elezione, Partito, Setta in quando scelta di appoggio o di adesione. Comunque è inteso come “Possibilità di Scelta”. Eretico è colui che è libero di scegliere, libero di agire,
per aumentare le possibilità di scelta.

Non quella dei M5S che urlano come gli altri o dei visionari/filantropi che elargiscono soldi ai propri dipendenti, nè quella dei movimenti di cittadini che scendono in piazza contro le trivelle o per qualsiasi altra causa ambientale od umanitaria.

Massimiliano Capalbo, nel suo libro “La terra dei recinti” dice che essere eretici è uno ‘stile di vita’. Ciò vuol dire: condividere, partecipare, appassionarsi, essere responsabili, aprirsi, attivarsi per creare valore sociale, essere creativi. Insomma abbracciare i valori dell’etica hacker: ricerca e curiosità.
(L’hacker è una persona curiosa e come tale è disposta a ricevere ed accogliere le novità).

Conosco molte persone che guardano con sospetto chi voglia imbrigliarli in logiche dove la curiosità, la creatività e l’agire consapevolmente vengono soffocate. Piuttosto, si fanno loro stesse, con coraggio, portatrici di idee e modi nuovi di vivere il presente ed organizzare il proprio futuro e quello degli altri. Le sento libere ed ansiose, perchè sanno fiutare gli spazi nuovi che si possono creare in un mondo che pare non abbia più spazi.

Questa è la vera Eresia: la capacità di scegliere ed afferrare il proprio futuro.

I prossimi interventi saranno dedicati a quelle iniziative, che, secondo la definizione appena data, sono da considerarsi ‘eretiche’.

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Informazioni su ALBERTO DI CAPUA

Formatore e Facilitatore di Sviluppo Locale. Nello specifico, mi occupo di Destination Management, ovvero progetto Reti Turistiche e ne formo gli operatori (Network Manager, Operatori di strutture Extraricettive, dell'arte bianca, dell'enogastronomia, della ristorazione, Operatori IAT e della Comunicazione Istituzionale).
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