‘Latte Art’ e il cappuccino diventa più accogliente

donaato.jpgAbbiamo appena concluso il 2016 cercando, tra le pizze della città, quelle più fantasiose e soprattutto quelle di forma più irregolare (quadrata, ripiegata, ecc).

Il 2017 l’abbiamo iniziato, invece, con un altro simbolo della nostre abitudini fuori casa: il cappuccino e il caffè macchiato. Quanti ne avremo consumati al bar, frettolosamente, da soli oppure in compagnia, al mattino o più tardi, con una brioche oppure senza, ben schiumato o appena montato? Forse ogni giorno! ma quasi sempre senza pensare ad una sua possibile decorazione.

Per ora solo alcuni baristi, attenti al design della caffetteria e con un buona dose di creatività, si sono lasciati trasportare dal desiderio di decorare queste bevande in superficie. Pare che la tecnica sia abbastanza semplice (molto esercizio ed una certa destrezza di polso), fermo restando il fatto che bisogna saper fare il caffè e schiumare il latte in modo adeguato. Il segreto sta  nel saper scuotere bene la lattiera con il latte appena montato, versare la schiuma a piccole dosi ed avere un’idea ben precisa di cosa si voglia rappresentare (un cuore, un fiore, un volto di animale). Decisivo in quest’arte è l’uso del pennino da ‘Latte Art’ (topping) e la conoscenza delle delicatissime tecniche di Etching, ovvero lo sfruttamento del contrasto tra il colore del latte e quello del caffè per ottenere un determinato effetto visuale.

Nei nostri bar queste tecniche sono ancora poco praticate e quando qualcuno ti sorprende il bar guadagna rapidamente consensi. E ‘il caso di Donato Pantone, titolare del Bar del Portone, che riesce con il latte a fare delle cose veramente graziose. Lui ha studiato e si è specializzato ai corsi di Chiara Bergonzi e Luigi Lupi, veri guru di quest’arte, e molto presto diventerà lui stesso un formatore. Di seguito alcune sue creazioni:

latte

latte1

latte2

 

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Informazioni su ALBERTO DI CAPUA

Formatore e Facilitatore di Sviluppo Locale. Nello specifico, mi occupo di Destination Management, ovvero progetto Reti Turistiche e ne formo gli operatori (Network Manager, Operatori di strutture Extraricettive, dell'arte bianca, dell'enogastronomia, della ristorazione, Operatori IAT e della Comunicazione Istituzionale).
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