La moneta complementare è una valuta senza corso legale, parallela all’euro, che circola in un preciso contesto spaziale e temporale tra un gruppo di soggetti aderenti volontariamente allo stesso circuito. La sua finalità è quella di fungere da mezzo di scambio per collegare le risorse inutilizzate con i bisogni insoddisfatti del territorio coinvolto.
La strategia fondamentale per la sopravvivenza di esperienze complementari ed alternative e quella di ‘mettersi in rete’. Infatti, la rete funge da struttura moltiplicatrice della potenzialità espressa dal rapporto bisogni\risorse di ciascun territorio.
Esempi. Se acquisto un vino locale o un barattolo di marmellata oppure una cena in un ristorante tipico, o noleggio una bicicletta o il servizio di una guida turistica, li posso pagare in euro, in moneta complementare oppure con tutte e due. Se il mio fornitore fa parte della rete degli scambi deciderà come farsi pagare. Naturalmente, la parte pagata in moneta complementare potrà essere utilizzata per fare acquisti da un altro fornitore sempre della stessa rete e così via.
Altri esempi. Vedersi valorizzati con una moneta complementare i propri oggetti vecchi (auto, vestiti, mobili, ecc.), oppure riconosciuti i propri comportamenti virtuosi per il bene comune (raccogliere rifiuti sulle spiagge, prendersi cura di un parco cittadino, far parte di una comunità energetica, fare car sharing per l’accompagnamento dei bambini a scuola o per andare a lavoro sono tutte modalità che solitamente faticano a trovare una veloce ed efficace espressione e che mettono in circolo “valore”.
La moneta complementare diventa pertanto uno strumento pratico con cui dar vita ad un sistema sociale di scambio che, a sua volta, diventa un modo per provare a costruire il tipo di relazioni sociali che vogliamo sul nostro territorio, nella nostra quotidianità. Essa offre la concreta possibilità di trovare le risposte ai nostri bisogni mettendo in pratica relazioni di scambio centrate sulla fiducia, la solidarietà e la non competizione, che sono poi le componenti fondamentali dell’economia civile.
Tutto questo è legale e riconosciuto dal diritto civile (leggi Baratto), tanto è vero che oggi nel mondo esistono diverse decine di monete di questo tipo (es. Sardex, Orospay) che sono nate grazie alla determinazione ed al convincimento di gruppi di cittadini ed imprese locali, intendendo dare così vigore al welfare aziendale (B2E) e di conseguenza alla salvaguardia ed allo sviluppo di specifici bacini territoriali (B2B e B2C).




