Dall’intrattenimento al coinvolgimento. Far Compagnia all’Albero.

“Un vecchio albero delle nostre campagne quante azioni di persone attorno a lui avrà visto? Partenze di garibaldini, di fanti verso il Piave, ritorni di emigranti, motorini di ragazzi che vanno al mare, donne anziane che vanno al mercato a vendere i polli..”

Così Massimo Bellucci, studioso di storie e tradizioni locali, comincia a spiegarci il senso del Far compagnia all’albero evento promosso dalla Rete dell’Ospitalità del Carignano e del Monte Giove e che avrà luogo il 5 e il 12 luglio presso il Ca’ Dorale, Agriturismo situato nella zona del Fenile nell’entroterra di Fano.

Massimo cosa vuol dire ‘Far compagnia all’albero’?

Nei lunghi e caldi pomeriggi estivi a volte il nonno chiamava il nipote e diceva: “Vieni con me, andiamo a fare compagnia all’albero.” Si mettevano all’ombra sotto l’olmo, la quercia, o l’ulivo e stavano lì un’ora senza far nulla. Apparentemente. In realtà costruivano il dialogo tra generazioni e il legame coi propri luoghi. Da questo semplice fatto è nata quest’idea che consiste nel recarsi a piedi sotto un albero, sedersi vicino ad esso, parlare ed ascoltare; un albero ha memoria, ha “visto” tanti eventi grandi e piccoli. E può comunicare tante cose a chi sa ascoltarlo.

Ma come funziona?

Tecnicamente serve un Albero poco distante dal luogo di ritrovo, un’eventuale coperta da stendere a terra o uno sgabello, un pezzo di focaccia e una bibita (meglio un bicchiere di vino della cantina locale che aiuta a sciogliere la lingua). Una volta sistemati, seguono momenti di conversazione stimolati da brevi letture e riflessioni tratti da scrittori e poeti marchigiani.

Come è organizzato l’evento?

L’incontro ha inizio alle 19,00 e termina alle 20,30 ed è riservato ad un numero molto limitato di persone, 10/12, in quanto non vuol essere solo uno spettacolo d’intrattenimento, con degli attori che recitano, bensì grazie alla presenza degli animatori, si vuole creare un clima di coinvolgimento dei presenti sulle storie che si racconteranno. Quindi, l’incontro ha anche un taglio educativo ed evasivo nello stesso tempo, perchè la presenza dell’Albero sarà quel qualcosa che, catturando la nostra attenzione, produrrà in noi, in modo del tutto inspiegabile e imprevedibile, emozioni e stati d’animo molteplici (cosiddetta “esperienza estetica”).

I quattro ambiti dell’esperienza secondo il modello di B. J. PINE e J.H. GILMORE (da L’Economia dell’Esperienze) 

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Informazioni su ALBERTO DI CAPUA

Formatore e Facilitatore di Sviluppo Locale. Nello specifico, mi occupo di Destination Management, ovvero progetto Reti Turistiche e ne formo gli operatori (Network Manager, Operatori di strutture Extraricettive, dell'arte bianca, dell'enogastronomia, della ristorazione, Operatori IAT e della Comunicazione Istituzionale).
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