Identità di un territorio. Liscio e Rock’n Roll

stincoA Senigallia, venti anni fa imperversava la musica italiana e il liscio la faceva da padrone. Poi è arrivata la musica popolare americana ed è stato subito boom con il rock ‘n’ roll del Summer Jamboree.

Ogni anno, da allora, la città si divide in due: quella che vorrebbe che il SJ non finisca mai e quella che non vede l’ora che finisca.  Quest’ultima, però, non si capisce se disprezza questo genere di musica, alla lunga assordante, oppure la scìa che lascia dietro: sporcizia, maleducazione e ricoverati in ospedale per sbronze proverbiali.

Gli osservatori del fenomeno SJ sono più concentrati su chi arriva, il denaro che lascia e l’economia cittadina che cresce, ma poco orientati a valutare il fattore ‘L’ (LIMIT) che sintetizza la consapevolezza e l’accettazione del limite alla fruizione dei luoghi per garantirne e preservarne la godibilità da parte di tutti (residenti e turisti). Naturalmente, parliamo delle strade e della spiaggia invase da ogni genere di rifiuto, parcheggi selvaggi, marciapiedi assediati, ciclabili sottosopra, pronto soccorso intasato, municipale in tilt e così via.

Meno male però che ci sono le sagre paesane, rifugi sicuri soprattutto per le persone più anziane dove trovano cibo, amicizia e una bella pista da ballo tutta per loro. Personalmente, pur gradendo il rock, preferisco frequentare le sagre, di cui ve n’è una per me irrinunciabile: La sagra Paesana di Sant’Angelo. Non me ne sono persa una, perché a Sant’ Angelo ho vissuto quattro anni, durante i quali mi è nato il primogenito, ho avviato un allevamento di api ma, soprattutto, ho potuto conoscere gente di grande genuinità e saggezza.

Ma il mio messaggio è quello di destinare meno risorse ad eventi ‘mordi e fuggi’ che potrebbero, data l’indiscutibile notorietà, autofinanziarsi ormai completamente e assumersi maggiori responsabilità sul fattore ‘L’; piuttosto, invece, ne assegnerei di più alla ‘riqualificazione’ di questi bei centri di aggregazione estiva, oggi troppo orientati a far solo da mangiare. 

Comunque si voglia fare, mi raccomando, lo STINCO CON LE PATATE lasciatemelo sempre da parte! 

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Informazioni su ALBERTO DI CAPUA

Formatore, Progettista e Facilitatore per lo Sviluppo Locale. Chi è il Facilitatore? E' quella figura professionale che cerca di favorire il raggiungimento di un accordo fra attori pubblici e privati su un determinato progetto. Per svolgere il suo compito, il professionista utilizza una “cassetta degli attrezzi” specifica per questa attività: "il metodo partecipativo". Attualmente sono Facilitatore incaricato da due reti di Comuni, che si affacciano sui fiumi Cesano e Metauro, per lo Sviluppo di un progetto in ambito rurale (cd Progetto Integrato Locale).
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