L’Accoglienza è…..Il Tartufo Bianco di Casa Nolfi (Fano)

E chiamiamolo come merita (magnatum=dei ricchi) e non come normalmente viene ricordato: il tartufo. Una sera mi sono permesso di fare il ‘ricco’ (pagare 55 euro un menù a base di tartufo bianco, tutto compreso, vi sembra per ricchi?).

In effetti, Gabriele, il titolare, non si risparmia affatto quando al momento della tagliatellina già servita, si avvicina lemme lemme al tuo tavolo, spingendo un carrellino con una campana di vetro, dove all’interno troneggia un bel tubero pronto per essere affettato. Lui, lentamente alza il contenitore e subito una sferzata di un odore misto tra gas metano e formaggio fermentato ti travolge. Ma dopo qualche secondo quell’odore si assesta nelle tue narici e comincia a lavorare sulla libido.…si, ti voglio (penso), e i miei occhi cominciano a passeggiare velocemente tra la tagliatella e il magnate, finchè Gabriele acchiappa lo strumento e comincia ad affettartelo fine fine e senza fine. Non dimenticherò mai quel momento e faccio fatica a ricordare ciò che Gabriele mi raccontava a proposito della sua provenienza, preparazione, qualità, ecc. ecc.

Esperienza indimenticabile! supportata dalla gentilezza squisita di Elisabetta, cameriera straniera che continuamente si rassicurava di come stessi; ma io stavo bene, troppo bene…
Peccato che questa prelibatezza la puoi assaggiare solo verso la fine dell’anno; in compenso però Gabriele ti stupisce regalandoti un vasetto con una cremina al tartufo misto a funghi che puoi centellinare a casa tua, dopo esserti accertato che i tuoi familiari sono fuori!

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Media Education. La Buona Scuola di Renzi

scimmiaL’uso consapevole delle tecnologie digitali da parte degli studenti è uno degli obiettivi della ‘Buona Scuola’ del Governo Renzi.

E Telecom Italia non ha perso tempo perchè “ha deciso di impegnare oltre 60 milioni di euro nei prossimi tre anni, in collaborazione con il MIUR, per supportare lo sviluppo di un sistema scolastico d’eccellenza” (Presidente Recchi).

A ben guardare ciò che promuove il Governo Renzi, è la ‘consapevolezza digitale’, da raggiungere “attraverso l’educazione e all’uso positivo e critico dei social media e degli altri strumenti della rete….”. e poi dice che…”la scuola ha il dovere di stimolare i ragazzi a capire il digitale oltre la superficie; a non limitarsi ad essere “consumatori di digitale”, a non accontentarsi di utilizzare un sito web, una app, un videogioco, ma a progettarne uno!”.

E questa è musica per le mie orecchie!

Quello che invece mi ‘deprime’ è che tutto questo si traduce nell’insegnare il ‘coding’, cioè la programmazione informatica, per arrivare allo sviluppo del ‘pensiero computazionale’, essenziale affinché le nuove generazioni siano in grado di affrontare la società e le tecnologie del futuro, non come consumatori passivi, ma come utenti attivi (dal Progetto “EducaTI, Programma il Futuro” di Telecom Italia).

Voglio ragionare per schemi, evitando di lasciarmi travolgere dall’emotività. Nel 1993 l’OMS introdusse il concetto ‘life skills’ ossia l’insieme di abilità personali e relazionali che servono per governare i rapporti con il resto del mondo e per affrontare positivamente la vita quotidiana.

Ora le abilità che sarebbero prese in maggiore considerazione da questo programma sarebbero quelle raggruppabili nella AREA COGNITIVA (risolvere i problemi, prendere decisioni, senso critico e creatività), ma poi quando passiamo a quella EMOTIVA (consapevolezza di sè, gestione delle emozioni, gestione dello stress) e SOCIALE (empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci), io vedo praticamente il NULLA!

Insomma, come a dire, avremo degli ottimi allievi informatizzati ma poi come saranno sul piano delle relazioni è una questione che esula dalle nostre competenze.

I miei complimenti!

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Grazie per la risposta. ✨

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Media Education. Le Scuole dei Genitori

A seguito del Si selfie chi può? Educare ed educarsi al tempo della rete.

ragno

Il proverbio dice: “Chi si loda s’imbroda”! Ma questo non è il caso, perchè piuttosto si tratta di un’importante collaborazione tra l’AGE di Senigallia e il gruppo di Nostos Psicoterapia nata nel 2006 sui temi della Media education.

Ma vediamo i numeri.
Ripe 2006: “Genitori nella Rete”
Senigallia Forum 2007: “La questione educativa.Tutti nella Rete”
Senigallia 2009 IC Marchetti: “La Rete che unisce la Rete che confonde”. Il progetto viene premiato con € 5000 dal MIUR.
Senigallia 2013 IC Fagnani. Replica del Progetto

Senigallia 2015  tutte gli IC di Senigallia e la IC F. Di Capua di C/mare (leggi su: http://wp.me/p2mXvU-c2 

Abbiamo raccolto in un Report, intitolato SI SELFIE CHI PUO’ (bit.ly/siselfiechipuò) molti documenti che si riferiscono a questi progetti, ringraziando Vivere Senigallia che ci ha permesso nel tempo di pubblicarli.

Il 2015 si aprirà con una nuova Scuola dei Genitori sui temi della Media Education e che coinvolgerà ben tre scuole della città. Il tema è molto sentito sia da parte degli insegnanti che da parte dei genitori e ci auguriamo che, grazie a questo importante sodalizio con Nostos, di poter fare un buon lavoro.

 

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Media Education. Giocare sulla Rete: Il Tutorial

A seguito del Si selfie chi può? Educare ed educarsi al tempo della rete.

reccare

Il Tutorial.

L’altro giorno il mio terzogenito (11 anni, nativo digitale) mi chiede se dò un’occhiata al tutorial che ha appena realizzato, andando al linkhttps://www.youtube.com/watch?v=9jO0wDky7ZU.

Un Tutorial? – gli rispondo- ma ad 11 anni sei già professore di qualcosa?
Embè certo, mi ribatte, ho fatto un video per i miei compagni su come reccare e postare video su You Tube, con un software che si chiama Camtasia. Il video aldilà della qualità raggiunge il suo scopo perchè in 7 minuti, dove il parlato stile Cattelan s’integra con le immagini, offre un servizio di una qualche utilità.

A parte che mi ci è voluto un quarto d’ora per capire di cosa stesse parlando, ma poi ho visto il video ed ho capito che su You Tube, contrariamente a quello che normalmente postano gli adolescenti, qualcuno prova anche a fare peer education senza sapere di farla.

Diciamo che grazie ai social i bambini imparano a fare delle cose molto serie per se stessi e per i loro coetanei; e questa è un’ulteriore dimostrazione quanto riescano ad appassionarsi, giocando, alle opportunità che la rete offre.

P.s. Nelle vacanze di Natale mi toccherà andare a scuola dal nativo perchè servirà sicuramente alla mia attività.

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Media Education. La didattica sui Social Media

A seguito del Si selfie chi può? Educare ed educarsi al tempo della rete.

lezione

La scuola e le strategie didattiche social.

I laboratori organizzati nel pomeriggio del Convegno erano centrati sulle simulazioni. Ossia cosa accade quando una ragazza viene presa di mira da un gruppo di compagni (bulli) via Facebook? Sappiamo che nella realtà virtuale questi casi sono abbastanza frequenti e che le conseguenze sono state in taluni casi anche tragiche.

Ebbene, la simulazione vedeva un gruppo di partecipanti che difendeva un ragazza da alcuni compagni (altro gruppo) che la tormentavano. Entrambi i ruoli non erano affatto ‘comodi’, tuttavia ci si è impegnati a svolgerli con estrema serietà. I risultato è stato quello di un notevole coinvolgimento di tutti i partecipanti tanto da ritenere molto valida questa strategia di simulazione a scopi didattici.

Ne aggiungiamo un’altra!

L’inverno scorso in alcune classi delle superiori è stata sperimentata una strategia di coinvolgimento che consisteva nel riuscire a postare correttamente e pubblicamente alcune riflessioni personali ad alto contenuto emozionale su fatti di cronaca nera accaduti in quel periodo. I post, corredati da foto e video attinenti al contenuto emotivo descritto, erano postati all’interno del gruppo ‘chiuso’ appositamente creato su FB. Questa strategia è risultata molto efficace in quanto gli appartenenti al gruppo hanno non solo condiviso le proprie emozioni insieme a tutti gli altri, ma hanno potuto lasciare una traccia di un momento della loro vita scolastica, sempre consultabile.

Ci chiediamo, a questo punto, quanto i social network siano entrati già nella didattica, integrando le lezioni off-line, oppure siano ancora lasciati fuori dalla porta.

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