Il Parco che vogliamo è disegnare il futuro

Il Parco che Vogliamo, processo partecipativo attivato per la progettazione del Parco della Cesanella, ha vissuto anche alcuni momenti di approfondimento teorico e pratico nell’ambito del Progetto Territoriale di Orientamento – Area Falconara Marittima e Senigallia – che ha coinvolto alcune classi del Liceo Perticari e del IIS Padovano.

Il programma d’intervento, dal titolo “Disegnare il futuro” prevedeva due obiettivi: 1) aiutare i ragazzi a guardare verso il proprio futuro. Un processo decisionale inclusivo nelle loro giovanissime mani per definire direttamente quali caratteristiche esso dovrebbe avere. 2) elevare l’aspirazione a costruire un mondo migliore e sapersi orientare verso uno sviluppo equo e sostenibile. Nell’orientamento di questi ultimi anni si è parlato spesso di obiettivi formativi e professionali, e si chiedeva di insegnare a individuarli per poi utilizzarli per descrivere percorsi «formativo-scolastici» da intraprendere o, in termini di professioni, funzioni e attività lavorative, inserirli in una «domanda di lavoro».

Questo non è più possibile e nemmeno opportuno: preferiamo pensare piuttosto a un «modello di orientamento» che, in termini di risultati, si proponga di aiutare le persone a indicare e pubblicizzare, dopo un’attenta e riflessiva attività laboratoriale, una serie di intenzioni e di propositi da porre in essere al fine di realizzare l’aspirazione verso un mondo migliore e uno sviluppo sostenibile e di qualità per tutti. In linea con questo tipo di orientamento, si sono attivati alcuni laboratori finalizzati al potenziamento della cittadinanza attiva nei giovanissimi puntando su alcune domande chiave.

Chi sono i cittadini attivi? Sono quelli che si autocoinvolgono nella cura e la salvaguardia dei beni comuni. Di quali beni si parla? Di beni immateriali, come le tradizioni, la memoria collettiva, e materiali come i parchi, i boschi, le piazze, i beni culturali, le aree abbandonate.. Tutti possono partecipare? Non è necessario far parte di comitati ed associazioni per occuparsene, basta essere semplici cittadini sensibili, preparati e che hanno a cuore la salvezza del luogo che abitano. L’Agenda 2030 ci indica ben 17 obiettivi da raggiungere entro quella data e quindi il nostro impegno dovrà essere molto rilevante ed incessante.

Inoltre, bisogna anche riflettere sul fatto che tale impegno deve essere rivolto a tutto quello che localmente ci circonda (glocale = pensare globalmente ma agire localmente), e le nostre città sono piene di cose di cui prendersi cura. Per esempio, i nostri parchi cittadini costituiscono un bene pubblico di enorme importanza per la qualità della nostra vita. Solo che se non ce ne occupiamo direttamente come cittadini nelle forme possibili rimarranno sempre beni dove l’ente pubblico farà sempre quello che può. Il caso riportato del Parco della Cesanella, con i suoi 16 ettari di superficie, al momento abbandonato a se stesso, è un esempio di come i cittadini di tutte le età possano partecipare, insieme alla PA, nelle forme e le competenze che gli sono proprie, alla co-progettazione, co-programmazione e co-gestione degli spazi verdi pensati ad assolvere specifiche funzioni.

L’attività didattica si è incentrata quindi sullo studio e l’approfondimento dei concetti di cittadinanza attiva, democrazia diffusa, beni pubblici e beni comuni, Agenda 2030. Nel corso dei seminari sono stati utilizzati anche alcuni strumenti partecipativi che hanno attivato un maggiore interesse nei ragazzi nel contribuire allo sviluppo di idee utili a qualificare/progettare aree e beni d’interesse collettivo (es Parco cittadino). Non si è trattato ovviamente di un compito semplice, in quanto la familiarità di molti giovani con queste tematiche sembra essere tutt’altro che elevata: pochi i giovani, infatti, sarebbero a conoscenza di quanto sia effettivamente minacciato il futuro del nostro pianeta e di quali obiettivi, secondo l’ONU, sarebbe necessario raggiungere quanto prima per promuovere uno sviluppo equo e sostenibile.

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