Comunicare sul Web. L’esperienza didattica in terza superiore

13244177_896814323778019_3297409748045769468_oAvevamo riferito in un precedente post http://wp.me/p2mXvU-f6 che comunicare e con efficacia sul web non fosse proprio una passeggiata, perchè per poter farsi leggere erano necessari dei buoni contenuti, capaci di destare attenzione, e che fossero scritti con una buona penna.

L’esperienza di queste ultime settimane all’interno di una classe terza superiore è stata molto gratificante. Si trattava di un  mini-corso di web marketing, all’interno del quale venivano trattati  alcuni argomenti relativi alla comunicazione via web.

Fare una recensione su un ristorante dove si è cenato o rispondere ad una recensione negativa di un cliente; fare un post a contenuto emozionale corredandolo di foto e video di effetto; sviluppare con creatività una landing page che ha lo scopo di comunicare informazioni importanti ai clienti potenziali o utilizzata per vendere prodotti, servizi o contenuti; farsi un piccolo sito o un blog; costruire un’infografica per presentare contenuti in maniera sintetica; oppure fare un piccolo video di animazione per analoghe motivazioni.

Oggi il web è pieno di risorse, per giunta gratuite ed estremamente ricche di elementi grafici dove è possibile imparare rapidamente a fare tutte queste cose. Pensiamo per esempio a Tripadvisor (recesioni), i social Network (Post di qualità), Wix (sito/blog/landing page), Easel.ly (infografica) o Powtoon (video di animazione).

Il nativo digitale, si sa, non ha alcun problema ad utilizzare piattaforme del genere, dal momento che è così abituato a districarsi ed utilizzare quotidianamente APP e media di ogni tipo; e i risultati di diverse attività svolte in aula informatica, peraltro tutti trasferiti con dei link all’interno del gruppo ‘segreto’ di Facebook, creato appositamente per la loro condivisione, sono estremamente soddisfacenti!

La conclusione è che la didattica può e deve ‘impadronirsi’ di questi strumenti che consentono di aumentare e consolidare meglio i saperi degli studenti, che, alla fine, tra il ‘giocare e fare sul serio’, apprendono più rapidamente soluzioni che saranno senz’altro utili al loro futuro professionale.

Oggi le scuole sono dotate degli giusti apparati ed infrastrutture digitali, e si spera che già stiano formando i loro operatori affinchè ‘aggancino meglio l’attenzione’ di studenti spesso difficili a concentrarsi; diversamente, il rischio sarà quello di avere una scuola non al passo dei cambiamenti già abbondantemente in atto.

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Non sapeva di avere davanti ‘il Recensore’

Carta-Nazionale-dei-ServiziDal 2013, a scadenza, stanno sostituendo le vecchie tessere sanitarie con quelle dotate di chip. Queste funzionano come tesserini del codice fiscale, ci prenoti le visite specialistiche ovunque, acquisti farmaci, e così via. In più funziona come Carta Nazionale dei Servizi (TS-CNS) ossia ti puoi identificare (firma digitale), qualora avessi bisogno di accedere ai servizi on-line messi a disposizione della Regione Marche ed altre Pubbliche Amministrazioni, nel pieno rispetto della sicurezza e della privacy.

Bene, a scadenza questa carta è arrivata anche a me, con tanto di lettera dell’Agenzia dell’Entrate e addirittura una letterina gentile del Governatore Ceriscioli che mi invitava ad andare presso l’ASUR di Senigallia per attivare questa carta per i servizi on-line.

Ora, non mi era ancora servita per questa opzione, ma dovendo partecipare ad un bando regionale, invece di andarmi a fare la Carta Raffaello e comprare l’ovvio lettore, ho pensato bene di farmi attivare questa ‘bellezza’ di carta.

C’era una gentile signora presso l’URP dell’ASUR che ha richiamato la procedura apposita per l’attivazione; il sistema, però, dopo aver inserito i miei dati, ha inviato un messaggio che diceva: “non risulta tessera da attivare sul sito”. Ha ripetuto più volte l’operazione ma niente! non è stato possibile fare nulla… 😦

Naturalmente, la signora ha cominciato ad arrampicarsi sugli specchi, dando la colpa al mondo intero; eppure poteva fare una cosa semplicissima (forse manco ci avrà pensato): chiamare i suoi colleghi della Regione e chiedere lumi su quanto stesse succedendo. Ha invece preferito rimandarmi con decisione all’Agenzia delle Entrate certa che la colpa fosse la loro (e invece non era vero!).

Devo ammettere che si sta migliorando parecchio sul fronte della semplificazione dei processi digitali e del dialogo on-line tra cittadino e PA; ma questi ‘vecchi’ operatori, certi da sempre di essere i tenutari della ragione (potere burocratico), purtroppo offuscano quello che di buono sta nascendo, incrinando il rapporto già difficile con i cittadini.

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Insegnare a scrivere on-line

adesso che scrivo

Non era un tema in classe, né un compito di matematica, e neppure una traduzione di latino perché invece si trattava di scrivere semplicemente un post. Un post? Ma perchè? Questi ragazzetti che si messaggiano tutto il giorno, hanno difficoltà a scrivere un post?

E invece…il panico….ma… cominciamo dall’inizio. Ci troviamo in una classe di terza superiore a parlare di social media marketing e, naturalmente, prima dei media affrontiamo i fondamentali della scrittura on-line.

Dunque, fatta l’anatomia di un post (titolo scritto maiuscolo, corpo diviso in paragrafi brevi, una foto/video che descrive la situazione, uno o più hastag,) sono stati assegnati tre argomenti che suscitavano particolari emozioni, così da facilitare la presa di contatto immediata e consentire una riflessione rapida ed efficace da trasferire in un post.

Un tema di italiano sarebbe risultato più facile! perché (e qui era la difficoltà maggiore) bisognava condensare il tutto in pochissimi e brevi paragrafi e renderli soprattutto adatti ad una lettura veloce e coinvolgente. Dobbiamo dire che la scelta dell’immagine adatta a ciò che volevano scrivere l’hanno trovata subito, e questo dimostra come siano più abituati ad utilizzare il canale visivo nelle loro comunicazioni social (postano frequentemente video e foto), ma ce n’è voluto un pò prima che mettessero insieme un pò di parole.

Non esagero se dico che nel programma d’italiano (eresia!) qualche ora fosse dedicata alla scrittura on-line, perché si comincia così se si vuole diventare bravi scrittori e comunicatori del web; non solo, ma così facendo s’impara anche ad essere bravi cittadini digitali, capaci di esprimersi con efficacia ed interagire con rispetto su ciò che scrivono gli altri.

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“Un Mobile fatto bene” per tre generazioni

11218702_979603305450735_2208691963014906120_nPotrebbe essere un post pubblicitario di una tri-generazionale attività cittadina che è la Mencarelli Arredamenti e invece non lo è!

Oggi mettere mano ad un mobile vecchio di 22 anni per fargli un pò di indispensabile manutenzione (scricchiolii di vario genere, porte che non scorrono, ecc), e rimetterlo in sesto per altri 22, non è cosa semplice perchè non trovi chi te lo fa.

E invece Mencarelli te lo fa, perchè è un audace. La diagnosi è complessa, i pezzi di ricambio sicuramente introvabili, ore di lavoro non preventivabili, l’esito assolutamente incerto, ma Nereo, il papà di Ermanno, si assume la responsabilità dell’impresa.

Il grande rischio di lasciare sul tappeto un mobile da buttar via, la faccia e la reputazione, lui se l’assume e lo fa con una calma ed una saggezza ammirevole. Ed è un incanto ascoltarlo perchè come se entrasse nelle viscere del mobile e, tu con lui, ti fa vivere tutta la storia di questo mobile (da dove viene, quando è stato prodotto, chi erano i produttori) fino all’analisi di tutti i meccanismi inceppati/precari, ricostruendo cause e ventilando ipotesi di soluzione.

E’ un pò come entrare nel corpo di un essere umano con una sonda per scoprire veramente come siamo fatti dentro, ma con un mobile come fai? Lo fai con la narrazione, ossia la capacità di raccontare la storia delle cose, le uniche che possono farci capire se è il caso di comprare un mobile nuovo o tenersi il vecchio per altri 22 anni.

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Eresia è…..il Mobility Game

WP_20160328_16_45_21_ProAlla fine del 2005, esattamente dieci anni fa, un’Associazione sufficientemente Eretica di genitori, stanca dell’inquinamento atmosferico ed acustico, procurato dal traffico di macchine che si verificava tutte le mattine per accompagnare i bambini a scuola, inventò un gioco a premi (i dettagli si possono leggere nel servizio). Questo gioco, battezzato Mobility Game, consentiva di premiare le classi più virtuose che utilizzavano forme sostenibili di mobilità casa-scuola (piedi, bici, car pooling).

Questo gioco, con il tempo, oltre al favore di tutte le scuole cittadine, ottenne anche quello dell’Amministrazione Comunale. In particolare, vi fu un Assessore “Mediatore, negoziatore, ponte tra due rive”, Simone Ceresoni, che sostenne molto l’iniziativa, perchè lui alla sostenibilità ambientale ci credeva veramente.

Questo gioco andò avanti per alcuni anni e fu anche inserito nel Piano dell’Offerta formativa Territoriale. Poi dal 2014 di Mobility Game non si è sentito più parlare. Perchè?  Amministrazione diventata indifferente? Scuole subissate da altri progetti? Genitori sempre più frettolosi?

Sta di fatto che le paline (vedi foto), che si trovano attualmente in molti quartieri della città, e che rappresentavano le soste dei bambini che andavano a scuola a piedi o in bicicletta, stanno scolorendosi ed ingiallendo, e, temo, che fra un pò le rimuoveranno perchè ormai inutili.

Un facile gioco educativo a cui tutti ci eravamo un pò abituati ed anche molto affezionati, perchè era un piacere la mattina fare quattro passi con questi bambini e i loro genitori, scambiando qualche chiacchiera prima di andare al lavoro; oltre al fatto che tutto fosse molto salutare e allegro, perchè invitava alla condivisione di un esperienza sociale ed ambientale non di poco conto.

Ma confortiamoci! Il nostro Summer Jamboree, manifestazione dall‘impronta ecologica extra-large, ci farà distogliere da queste eretiche malinconie, con tanti balli e sfrenato divertimento.

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