L’Accoglienza è………Alessandra Giuliani ed Antonio Guarino

Riceviamo e volentieri pubblichiamo ancora due post sull’Accoglienza (dal Piccolo Concorso sull’Accoglienza) a cura di Alessandra Giuliani, mamma, di Senigallia e Antonio Guarino, titolare del B&B “La casa delle Rondini” di Staffolo a cui vanno i miei ringraziamenti.

foto- (1)L’immagine dell’accoglienza è una persona sorridente e a braccia aperte. E per me è naturale che sia così.

Già quando siamo nelle pance delle nostre madri, minuscolo insieme di cellule, veniamo accolti con un sorriso. Quando usciamo da quelle pance la prima cosa che troviamo sono delle braccia pronte ad accoglierci. Successivamente vengono accolti i nostri pianti, i nostri bisogni. Ad un certo punto, molto prima di essere in grado di parlare, comunichiamo la nostra gioia alle persone intorno a noi allo stesso modo: con sorrisi e a braccia aperte.

Le nostre prime parole vengono accolte con ilarità e alcune resteranno per sempre nella memoria di chi le ascolta. Quando crescendo arriva il momento del “debutto in società” e della consapevolezza di avere un’identità, qualcosa inizia a vacillare. Qualcuno, non comprendendo le nostre ragioni, ci accoglie in modo diverso, senza sorrisi, senza braccia aperte.

Peccato. Basterebbe un pizzico di empatia in più, un confronto in più, un ascolto ed un semplice dialogo in più. Accogliere è difficile, impegnativo. Ma essenzialmente è vita.

 

 

guarinoL’Accoglienza è ‘qualcosa’ che non dispone di una precisa definizione, così come non ammette limiti. E’ un sentimento che ti porti dentro, fa parte del tuo bagaglio umano.

Se lo possiedi è un bene, altrimenti devi convincerti che lo puoi raggiungere. Praticare l’Accoglienza nel giusto modo è un traguardo raggiungibile; basta dimenticare se stessi e pensare solo a chi devi accogliere.

Attenzione, però! Una pratica di Accoglienza mal coniugata invece di avvicinare realizza distacco.

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L’Accoglienza è…….Lucia Di Martino

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un altro post sull’Accoglienza (dal Piccolo Concorso sull’Accoglienza) a cura di Lucia Di Martino, dirigente medico, di Castellammare di Stabia a cui va il mio ringraziamento.

Con l’occasione comunico che al premio della stampa se ne è aggiunto anche un altro: una sessione di Coaching a indirizzo olistico (sinergia mente, corpo, spirito) da fruire con la dott.ssa Anna Fata, Coach & Psicologa Olistica, nel suo studio di Senigallia (Ancona). Grazie! 

luciaAccoglienza. Mi ricorda, questa parola, che non posso restare alla finestra, e che devo rischiare di fidarmi. Come amare, come generare, come donare, accogliere è una parola che ha il sapore della relazione con l’altro. Ed è parola di intimità, capace
di svelarti a te stesso, prima ancora che all’altro. E ti mette a nudo: sono capace di dare e ricevere accoglienza?

“Con questo anello accolgo te…”. Era accoglienza senza reciprocità. Non poteva finire bene. Perchè accogliere non è vivere un’emozione; è stile di vita, è sguardo benevolo verso l’altro. Non sempre finisce bene…

Ma accoglienza sa anche di parole conservate nel cuore, di lacrime nascoste, di piccoli abbracci antichi. Mani vecchie e mani giovani che si dicono qualcosa, ancora. Canzoni sottovoce, e qualcuno che ami si addormenta. E tu pensi:“Accogli la sua anima…”

Accogliere è fiducia che va oltre. Anche oltre la vita, anche oltre la morte. Per me, è fiducia che la mia piccola storia trovi senso e bellezza in un mistero che accolgo e che mi accoglie.

 

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L’Accoglienza è…..Anna Fata

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il primo post sull’Accoglienza (dal Piccolo Concorso sull’Accoglienza) a cura di Anna Fata, psicologa e coach olistico, a cui va il mio ringraziamento.

anna fata

Forse in pochi sanno che il termine accoglienza, nella sua etimologia, fa riferimento al ricevere presso di sé con affetto, e per estensione accettare, approvare, acconsentire.

E’ un’espressione molto impegnativa, se sentita, vissuta e pratica per quello che è realmente nella sua essenza. In caso contrario si dimostra mero e spesso anche freddo formalismo che nulla offre di autentico se non manierismi che non permettono il reale incontro tra persone, popoli, culture.

Come mettersi, quindi, nella reale disposizione dell’accoglienza?

Partendo da se stessi.

Non si può accogliere l’altro, se non si ascolta, accoglie, accetta se stessi per ciò che si è. Fino in fondo, senza giudizi, senza etichette, senza classificare il bene-male, giusto-ingiusto, adeguato-inadeguato. Tutti abbiamo possibilità e limiti, talenti, e incapacità, oltre le quali non riusciamo ad andare, anche se ci sforziamo.

Lo stesso vale per l’altro.

Spesso quello che ci ripugna dell’altro è anche ciò che ci ripugna di noi stessi, quello che non conosciamo, non ascoltiamo, non accettiamo. Così come ciò che ci piace è anche quello che apprezziamo di noi.

Porsi di fronte all’altro con la disposizione dell’accoglienza significa offrire se stessi, ancor prima di quello che si dice e si fa, ed essere disposti ad accettare e rispettare ciò che non conosciamo dell’altro, adattandoci, laddove possibile.

Questa, a mio modesto avviso, è la vera accoglienza, che fa sentire il cliente, il paziente, il turista, l’ospite o chiunque sia il fruitore del nostro servizio, riconosciuto e rispettato nella sua umanità, che crea i presupposti per un rapporto umano che, volendo, nel tempo, può essere coltivato e reiterato e che arricchisce ambo le parti, non solo nel portafoglio. Anzi, anche e soprattutto su altri piani.

Libro anna fata

 

 

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Piccolo concorso sull’Accoglienza

cs1

Come abbiamo detto più volte, Accogliere le persone è una qualità che dovremmo esercitare sempre con i nostri simili, sia che si tratti di persone di famiglia, di vicini, di amici oppure di persone che ci vogliono ‘vendere’ qualcosa oppure di persone a cui vorremmo ‘vendere’ qualcosa. Insomma, l’accoglienza è un comportamento che ci fa apparire migliori in quanto ci distingue e che, proprio per questo, siamo più facilmente ricordati o presi ad esempio.

In questo blog nel corso degli ultimi mesi mi sono preso la briga di descrivere alcune persone di mia conoscenza che mi hanno colpito per questa qualità. Pertanto, sono nati 17 post, riscontrabili al link https://albertodicapua.com/category/laccoglienza/

Tuttavia, non contento di questo mi sono chiesto se le tante persone che frequentano il web, amici e conoscenti, e amanti del racconto, potrebbero arricchire questo blog con le loro esperienze di accoglienza, data e ricevuta.

Addirittura, ho pensato ad un piccolo premio per chi saprà rispondere con entusiasmo. A parte la pubblicazione assicurata a tutti del post (20/30 righe), avevo pensato ad una stampa raffigurante R. Charles (100*70), realizzata dal caricaturista Marco Calcinaro di San Benedetto.

Che ne pensate? Siete pronti ad inviare il primo post a: clessidraformazione@gmail.com?

ray charles

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QUESTIONARIO SULLA SODDISFAZIONE DELLA POPOLAZIONE GIOVANILE (E NON) SULLE PROPOSTE DI INTRATTENIMENTO SERALE IN CITTA’

Febbre-del-sabato-seraIl presente sondaggio nasce da un’esigenza che accomuna molte delle località di piccola/media dimensione situate nella regione Marche.

I comuni che si trovano nella zona costiera incontrano grosse problematiche a livello turistico nel periodo invernale, a causa della chiusura parziale o totale di molti alberghi e locali del territorio. Ciò provoca sia in generale una netta riduzione dei flussi turistici, nonché una “fuga” verso altre località meglio organizzate, alla ricerca di una soluzione più adeguata alle proprie esigenze di svago (nel caso di Senigallia, molti giovani si spostano verso Pesaro, Cattolica, Riccione, Rimini).

Secondo uno studio svolto su un piccolo campione di giovani tra i 17 e i 35 anni, la proposta di intrattenimento serale nella città costiere risulta del tutto insoddisfacente nel periodo invernale. Il 77% di questi non conosce le offerte dei locali prima di uscire, il che li porta a frequentare i locali abituali anche in mancanza di eventi particolari. Solo il 23% del campione si informa prima di uscire.

Ora si è deciso di estendere la ricerca su molte altre località marchigiane proponendo alla fine del test una piccola soluzione che probabilmente avrà il pregio di far incontrare più efficacemente la domanda di intrattenimento e l’offerta serale dei locali del territorio.

La ricerca è a cura del Dott. Filippo Di Capua e la dott.ssa Ombretta Chiarelli frequentanti il Master ISTAO di Ascoli Piceno.
Ringraziamo anticipatamente chi voglia liberamente rispondere alle seguenti 10 domande (circa 2 minuti) del questionario in basso ed inviare. GRAZIE

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