Rispondi al Sondaggio sulla Tourist Satisfaction e vinci un week-end per due persone.

“In una fase molto difficile della nostra economia crediamo opportuno intraprendere qualsiasi azione che possa aiutarci a risollevarla e, quest’estate, abbiamo ritenuto utile avviare una sperimentazione che ponga le basi per un ‘ascolto’ strutturato delle esigenze della nostra clientela.”

Così Marco Manfredi e Alberto Tassi, rappresentanti delle Associazioni Alberghiere di Senigallia, esordiscono presentando l’avvio del primo sondaggio sulla Soddisfazione del Turista tra albergo e città.

In che cosa consiste il Progetto?

“Per quanto ne sappiamo, l’iniziativa non trova riscontro in nessun’altra località turistica italiana. Per la prima volta, infatti, con la partnership del Comune, abbiamo adottato un questionario di Tourist Satisfaction che analizzi le componenti del soggiorno in hotel (qualità delle risorse, comfort e servizi alberghieri) e la parte inerente ai servizi della città (ambiente, trasporti, manutenzione, eventi, ecc..). L’obiettivo è costruire uno strumento di analisi dei punti di forza e di debolezza capace di orientare i progetti di miglioramento e di canalizzazione delle risorse, in base alla voce del cliente finale, destinatario di tutti i servizi”.

“E’ fondamentale il passaggio dall’autoreferenzialità alla consapevolezza, dall’io al noi, da un approccio individuale e spontaneistico ad uno sistemico, dove tutti (turisti, amministrazione pubblica e hotel) sono adeguatamente rappresentati. Tutto ciò richiede un notevole salto culturale, un mettersi in discussione per conoscere come stanno realmente le cose, ponendo in secondo piano le sensazioni, il “mi pare che” ed il sentito dire in favore di reali dati statistici”.

“La situazione è ben rappresentata dall’immagine dell’iceberg, dove nella parte emergente, conosciuta e visibile, possiamo collocare la qualità erogata (il punto di vista dell’albergatore e del Comune per la parte di loro competenza). Nella parte sommersa, nascosta, di gran lunga più voluminosa di quella sopra la superficie, stazionano i desideri e le aspettative del turista, quei fattori, cioè, che determinano fortemente le sue scelte. Per conoscere questa parte ci si può affidare all’intuito, all’interpretazione, con tutti i rischi di errore connessi, oppure decidere per un cambiamento profondo, attraverso analisi specifiche, misurazioni e confronti. Per restare all’esempio dell’iceberg, occorre indossare una muta da sub, pinne, maschera e bombole d’ossigeno e immergersi; senza dimenticare una buona macchina fotografica (il questionario di soddisfazione) per fotografare il più fedelmente possibile la parte “nascosta” (i desideri e le aspettative dei turisti)”

Come funziona lo strumento d’indagine

“Esso consta di due parti: una riguarda la valutazione del soggiorno alberghiero da parte dell’ospite – incluse alcune informazioni attinenti il suo profilo – ed un’altra che riguarda la sua permanenza in città. Lo strumento, in italiano e in inglese, viene proposto in due versioni: una on-line a cui si accede con il proprio tablet o smartphone; ed un’altra in cartaceo per coloro che hanno poca dimestichezza con internet. Le rilevazioni si potranno effettuare da adesso fino al 20 settembre ed interessano tutti gli ospiti che hanno soggiornato almeno due giorni all’interno della struttura e quindi in città.

E’ vero che rispondendo al sondaggio si possono vincere dei premi?

Si, esattamente! Per coinvolgere l’ospite sul sondaggio, abbiamo creato due mini concorsi. Uno riguarda l’albergo. Invitando l’ospite a suggerirci uno slogan o un motto di fantasia, che caratterizzi meglio la nostra struttura, avrà la possibilità di essere scelto come il migliore e vincere un premio messo in palio dall’albergo. L’altro, invece, riguarda la città. Anche in questo caso il migliore slogan verrà premiato dalla nostra Amministrazione Comunale con un week end per due persone da trascorrere in una struttura alberghiera della città.

A quando i risultati del sondaggio?

I risultati del sondaggio, che coinvolgerà più di una ventina di albergatori, verranno presentati alla fine dell’estate nel corso di un Convegno sul tema.

IL QUESTIONARIO

https://docs.google.com/forms/d/1I5J6w1hxQ7AQ-pTbRrdoYpph9g_s0x-HArBUPRyEv4g/viewform

Pubblicato in Qualità nel Turismo | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

La Leva della Formazione nel Retail

locandinaIn una fase come quella attuale, caratterizzata da profondi mutamenti della realtà che ci circonda, sempre più difficile e complessa da interpretare, avvertiamo tutti un certo disagio; a maggior ragione, chi opera sul mercato e deve ogni giorno trovare rapidamente le risposte giuste per inseguire i propri obiettivi e garantire la sopravvivenza della propria impresa e dei propri collaboratori.

Tutti noi ci domandiamo quali strade individuali e collettive possono condurci a non subire i cambiamenti, ma a gestirli e, possibilmente, utilizzarli al meglio per i nostri scopi. Quando i mutamenti di scenario sono troppo rapidi e impegnativi, la tentazione iniziale di sconforto, di abbandonare la barca alla deriva e non rimetterci più in discussione, può essere una prima comprensibile reazione, ma non è in alcun modo accettabile, perché destinata ineluttabilmente ad un epilogo fatale.

Dopo l’iniziale disagio inizia fortunatamente a far capolino in noi come una scossa, una strana voglia di energia positiva che ci apra il cuore e la mente verso qualche intuizione amica che ci mobiliti verso il cambiamento. E’ allora che ci votiamo alla ricerca di qualche esperienza coinvolgente, di qualche felice intuizione che ci restituiscano l’entusiasmo e le emozioni di quando abbiamo avviato l’impresa o l’abbiamo ereditata dai nostri genitori, prendendo sulle nostre spalle la responsabilità di non vanificare i loro sacrifici, e di perpetuare i loro sogni.

Unitamente a questa specie di fermento innovativo, tutti noi che operiamo nelle logiche e nella cultura d’impresa siamo affezionati a modelli, teorie, metodologie di pensiero e di lavoro che ci hanno dato molto fin qui. Ora che la realtà corre e cambia, che il disagio aumenta, le sfide si fanno sempre più difficili, dobbiamo metterci alla ricerca di nuove prospettive e vie d’uscita, meno tradizionali e più innovative. Ed è così che trova spazio in noi una minore indulgenza verso le strategie e le leggi economiche di cui siamo stati attori per molto tempo. Abbiamo agito molte sfide e raggiunto molte vittorie, ma ora è indispensabile modificare qualcosa perché non si può risolvere il problema con la stessa mentalità che l’ha generato.

Paradossalmente, è proprio in questi stati d’animo, apparentemente negativi, ma intimamente fertili, che si creano le premesse per il cambiamento, ed è proprio in questi momenti di passaggio da una fase ad un’altra che si presentano le migliori vie d’uscita. La fase che stiamo vivendo è caratterizzata, come accennato in premessa, dal superamento dei valori tradizionali di prestazioni del prodotto, competitività del prezzo, individuazione dei mercati, non perché questi valori non siano più importanti, ma perché stanno diventando patrimonio comune a tutte le imprese, quindi necessari ma non sufficienti per essere competitivi.

Emergono invece nuovi valori caratterizzanti la competitività che sono prevalentemente di natura soft, che aggiungono valore al prodotto trasformandolo sempre più spesso in un prodotto o in un servizio più personalizzato. Appartengono a questa categoria concetti nuovi, anche se ormai diffusi, come l’offerta di soluzioni ai problemi dei clienti piuttosto di prodotti, l’ascolto della qualità percepita dal cliente, l’individuazione della qualità attesa. In questa fase, la qualità è certamente una delle leve – forse quella decisiva – per la competitività delle imprese e dei sistemi economici. Una qualità che va intesa in senso totale: qualità del prodotto e dei sistemi produttivi; qualità delle imprese e dei sistemi di imprese; qualità del comparto industriale che deve interagire con la qualità del sistema distributivo, dei servizi, delle infrastrutture e dell’amministrazione pubblica.

Sul versante specifico dell’impresa, ciò significa che la qualità non può riguardare solo una specifica fase, ma coinvolgere tutto il processo precedente e successivo a quello analizzato. In altre parole, la qualità del prodotto finale non é altro che la somma della qualità realizzata in tutte le fasi che precedono (es. progettazione, scelta dei materiali, rete dei fornitori, scelta delle tecnologie) che realizzano (impiego delle tecnologie, organizzazione del lavoro, gestione dei processi, definizione e monitoraggio dei target) e che distribuiscono (stoccaggio, trasporto, distribuzione, marketing, vendita). Per vincere la sfida c’é pertanto bisogno di un salto culturale dell’intera azienda, che investa tutti, dalla proprietà al management, dai fornitori ai clienti, passando per il personale tutto e per l’organizzazione micro e macro.

Pubblicato in Qualità nel Commercio | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

‘Migliora le tue tecniche di vendita’, un corso per i piccoli negozi

locandinaNell’era di Internet e dei Social Media, ci siamo chiesti se la forza di un piccolo negozio stia solo nell’assortimento, nei prezzi, nella qualità della merce o anche nel rapporto che il cliente intrattiene con il suo titolare. A tale quesito cercheremo di rispondere alle presentazioni del corso “Migliora le tue tecniche di vendita” in calendario l’8 luglio a Pesaro, il 15 a Fano, e il 22 a Urbino.

Nelle ricerche che si leggono in giro pare che l’accoglienza, la cortesia, il riconoscere il cliente quando entra, il consigliarlo, il trovare insieme una risposta al sua richiesta, siano alcuni aspetti caratterizzanti di questo rapporto. Niente di psicologico, solo una forte sensibilità. Rispetto alla spersonalizzazione dei Centri commerciali dove il cliente normalmente intrattiene un rapporto del tipo “mordi e fuggi”, adeguato ai ritmi frenetici di tutti i giorni, nel negozio del centro ci si va perché si trova un qualcuno prima di un qualcosa.

A tutti capita, per esempio, di andarsi a prendere un caffè in un bar qualsiasi della città. A noi è capitato, invece, di andare in un Bar del Centro, la cui caratteristica principale è l’accoglienza sorridente del suo titolare. Intanto, ti riconosce chiamandoti per nome e facendolo precedere dal ‘Signor’; ma la cosa sorprendente è che, agendo empaticamente, ti apre la bustina dello zucchero e te lo versa piano piano nel tuo cappuccino caldo. La tua difficoltà, quindi, di non avere la terza mano (due per strappare la bustina mentre l’altra sostiene la brioche) viene superata da questo gesto di calda ed inaspettata cortesia.

L’aneddoto appena riportato la dice lunga sul perché la gente si affeziona a certi negozi e soprattutto a certi negozianti. La fedeltà è un valore che si è andati via via perdendo un pò perché la vendita spesso è affidata ai commessi poco coinvolti nell’impresa, è un pò perché, inspiegabilmente, è venuta meno la tensione verso la costruzione duratura di un rapporto che fa della riconoscibilità un valore inestimabile. Per motivi difficilmente comprensibili, forse legati solo a tradizioni storiche, nel nostro paese si pensa che venditore sia solo colui che deve bussare alla porta di un cliente per proporre i suoi prodotti o servizi. Non si considera, invece, tale colui che riceve nella propria sede i potenziali clienti.

Della fidelizzazione e della professionalità necessaria per costruirla parleremo alle presentazioni prossime dei corsi presso I Centri per l’Impiego, l’Orientamento e la Formazione di:

Pesaro: 8 luglio ore 10.00 presso sala “E. Tomasucci” Piano Terra CIOF di Pesaro Via Luca Della Robbia, 4. 

Fano: 15 luglio ore 10.00 presso sala riunioni CIOF Fano Via De Cuppis, 2.

Urbino: 22 luglio ore 10.00 presso sala riunioni CIOF Urbino Via Dell’Annunziata, 51.

PER INFORMAZIONI GENERALI – NUMERO VERDE: 840000676

Oppure Dott. Alberto Di Capua 328/3968698 e Dott. Riccardo Silvi 071/2802604

Pubblicato in Qualità nel Commercio | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

WORKSHOP SU SOCIAL MEDIA & BUSINESS

WS CESCOT ANCONA
Pubblicato in Media Education, Progetti | Contrassegnato , , | Lascia un commento