Educare gli adulti ai nuovi media?

11012643_10206409955960217_4332443757947773230_nL’esperienza ci dice che si sta rivelando una perdita di tempo. Di seguito, uno scambio tra genitori intercettato in questi giorni su FB. (G sta per genitore)

G1:”Valentina senza smartphone non sopravvive”
G2 “Aahahah è così, avrà l’età di mia figlia?”
G3 “Purtroppo anche la mia che ha 15 anni e la tua ragazza?”
G1 “18 e mezzo ma vive con il telefonino in mano da anni”.

Ecco questa è la situazione, siamo davanti ad un ‘non problema’ e ad un comportamento considerato ‘normale‘. Ora, quanto tempo li usano, cosa pubblicano, con chi chattano, cosa condividono è una questione che esula dalla preoccupazione di gran parte dei genitori. Questi ultimi magari li vedi che partecipano impauriti agli incontri della Polizia Postale (il genitore normativo) che ti avverte su quello che puoi e non puoi fare; ma poi quando tocchi questioni che riguardano la cittadinanza digitale o l’alfabeto online dei sentimenti e delle emozioni, i genitori fanno spallucce e ti dicono che a queste cose ci deve pensare la scuola.

Peggio che andar di notte. La scuola al momento ha solo un atteggiamento disciplinare. Si è fatta un bel regolamento e chi usa o abusa del cellulare a scuola viene punito con sequestro, richiamo dei genitori, e così via.

Inoltre, la scuola pur dotandosi di nuove tecnologie didattiche (LIM, libri elettronici, tablet) non è ancora in condizione di fare educazione ai nuovi media. La psicologa Emanuela Confalonieri dice che la principale sfida per il successo delle tecnologie digitali è legata all’autostima degli insegnanti. Dobbiamo spiegargli, cioè, che non devono diventare ‘nativi digitali’ ma semplicemente saper fare il loro mestiere con strumenti differenti.

Ma c’è anche un’altra strada, più complessa ma a noi piace molto, che è quella della ‘Peer Education’ applicata ai nuovi media. Si tratterebbe, in sostanza, di formare quei ragazzi che, per la loro capacità comunicativa e di interazione con il gruppo classe, e per le scontate competenze e abilità informatiche, possano effettivamente trasmettere ai loro pari le giuste consapevolezze digitali.

Su questa strada ci va di lavorare….

 

11737847_10206409969360552_3566657357294498460_n

Pubblicato in Media Education | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

L’Accoglienza è…….Turistica (Videocorso)

cs1Se siete a Senigallia piuttosto che a Castellammare, ad Ancona piuttosto che a Fano e volete partecipare ad un evento, che problema è se vi invito tutti in questo post? I vantaggi sarebbero molti: venite quando volete, non avete il pensiero di fare un regalo ma partecipate come credete (likes, commenti e condivisioni) 😉

L’evento potrebbe essere quello che, grazie a voi e nell’arco di un anno, siamo riusciti a costruire un percorso sull’accoglienza turistica destinato a chi vuole lavorare nel front-office di un negozio, di un hotel o di un ufficio pubblico.

In molti hanno partecipato contribuendo con alcuni post sull’accoglienza (oltre 30) che trovate in https://albertodicapua.com/category/laccoglienza/… con altri, invece, ho condiviso soprattutto esperienze di formazione d’aula.

Dunque, comincio con l’invitare Bruno, Vittorio, Fabiola, Mauro, Giulia, Elisa, Nando, Lucia, Edvige, Tiziana, Anna, Domenico, Alessandra, Antonio.

Poi magari invito anche due assessori Simonetta (Cultura) e Chantal (Cittadinanza digitale) e perchè no, anche qualche giornalista Ottavio (La Repubblica), Titti (Il Mattino), Sabrina (Corriere Adriatico) e Laura Mandolini (Voce Misena).

E VABBE’ – voi mi direte – E NOI? Ma certo che siete i benvenuti. Potrebbe essere un post(0) pubblico riservato solo a pochi…??? 😉

Ma adesso si spengano le luci, si alzi il sipario, mettiamoci comodi e guardiamoci il video di presentazione …..GRAZIE!

Pubblicato in L'accoglienza, Qualità nel Turismo | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

L’Accoglienza è….la Famiglia Ferrigno (Albergo Zi’Ntonio)

WP_20150806_13_21_04_Pro (2)La famiglia Ferrigno gestisce l’albergo Zi’Ntonio, a Scala, vicino Ravello, da tantissimo tempo e, negli anni sessanta, ero già loro ospite.

Una famiglia che ha fatto dell’ospitalità la sua ragione di vita e di lavoro tanto da potervi immaginare con facilità l’immagine della pentola con l’acqua sempre calda che non va mai in ebollizione né tanto meno si raffredda, ma quello che cambia è l’ospite che, come la pasta, dopo un pò diventa morbido.

Oggi Michele, il titolare, Marinella la sorella, la mamma Lucia (95 anni), Zia Maria, e i figli, tutti grandi, gestiscono quest’albergo, che, con il tempo, è cresciuto moltissimo in dimensione e servizi, rimanendo, comunque, immutabile questa calda accoglienza e l’atteggiamento anticipatorio di ogni tua svariata esigenza.

WP_20150805_17_31_53_Pro (2)In questo albergo, non lontano da località probabilmente più conosciute come Amalfi e Ravello, si respira un’aria internazionale perché trovate prevalentemente persone di altri paesi che vi arrivano anche grazie ad un particolare servizio che l’Hotel offre.

Si tratta dell’Agenzia ATG-OXFORD. The Best way to see a country is on foot! (http://www.atg-oxford.co.uk/) Come funziona. Stefano, un giovanotto della famiglia, dalla parlantina inglese svelta e coinvolgente, accoglie turisti che vengono da tutte le parti del mondo e che sono inviati da questa Agenzia. Lui, in pratica, stabilisce gli itinerari in bici o a piedi e accompagna questa persone, dopo che le ha preventivamente informate e coinvolte, nei percorsi da fare. Si tratta di una ‘proposta di valore’ di alto livello perché questo tipo di turista non è del tipo sand, sea and sun, essendo abituato ed orientato a conoscere le meraviglie dei posti che va ad esplorare. E la costiera amalfitana ne ha ben donde!

Naturalmente, il suo hotel è in rete con altre strutture ricettive, tutte di ottimo livello, che accoglieranno i turisti nel loro percorso a tappe e che dovranno meritarsi il ‘giudizio di eccellenza’ che gli stessi turisti, alla fine del tour,  saranno invitati ad esprimere.

L’insegnamento dei Ferrigno è duplice: come si fa turismo internazionale, intercettando e rispondendo ad esigenze molto precise; e, soprattutto, come una struttura ricettiva possa tessere reti di qualità a legami forti con le altre risorse del territorio.

Vista su Maiori da Villa Rufolo a Ravello

Pubblicato in L'accoglienza, Qualità nel Turismo | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Elementi di Cittadinanza Digitale. Il Compleanno su FB

11695975_10206475453237608_6638278679962848599_n

 

 

 

 

 

 

Forse vittima di un colpo di sole, ho fatto il seguente sondaggio:

“Se avete ‘XXXXX’ amici su FB di cui ogni giorno vi appare l’elenco di quelli che, avendo resa pubblica la data del loro compleanno, conoscete benissimo e quelli che invece conoscete poco o affatto, gli auguri li fate a tutti o solo a quelli che conoscete? “

Ringrazio Maria Paola, Rossana, Tiziana, Dora e Edvige per il loro utile contributo.

Devo dire che nel tempo anch’io ho cambiato atteggiamento, dai solo amici sono passato a tutti, anche se non li conosco personalmente. Perchè?

Due esempi che si riferiscono ad ‘ecosistemi non digitali’.

1) Quando vi trovate in montagna e siete impegnati in quelle lunghe ed estenuanti passeggiate e incontrate altre persone sul vostro stesso sentiero, cosa fate gli voltate la faccia? NO! Li salutate e forse vi fermate per scambiare qualche parola e riprendere fiato.

2) Quando vi trovate nel parco vicino casa vostra e state facendo la vostra corsetta mattutina e vi imbattete con persone che, ancora assonnate stanno accompagnando il loro cucciolo a fare i loro bisogni, cosa fate tirate dritto? NO! Vi sentite di salutarli (o meglio salutate prima i cani altrimenti gli Squinzagliati vi denunciano) e forse fate quattro chiacchiere con i pelosetti perchè i loro padroni hanno ancora la voce impastata di sonno.

Ecco, ho fatto questo ragionamento! Se navigate al mattino nel vostro ‘ecosistema digitale’ chi incontrate per primi? Quelli che hanno segnalato il loro compleanno, amici e semplici contatti, magari suggeriti dai vostri amici o magari che hanno chiesto la vostra amicizia perchè siete semplicemente ‘belli’.

Ci metterete qualche minuto in più ma penso che ne sarà valsa la pena, quanto meno perchè avrete dato dimostrazione di essere CITTADINI DIGITALI MOLTO EDUCATI e sarà stato un modo generoso per cominciare la giornata.

Pubblicato in Media Education | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

A Scuola di Cittadinanza digitale. La Netiquette

11755911_10206444207416482_3935950884653568483_nSu Facebook, la tornata elettorale di maggio è stata caratterizzata da un gran belvedere di volgarità, insulti e oscenità da parte di molti candidati e le loro cerchie di fans. E, in moti casi, questo ha causato diversi ritiri di amicizie e/o bannamenti vari (probabilmente con una ricaduta anche sul piano dei rapporti interpersonali off-line).

Insomma, per chi si fosse avventurato per la prima volta in questa pubblica piazza ha avuto immediatamente la percezione che era meglio che non ci fosse mai arrivato (buon per lui!), tanta la maleducazione e la violenza verbale espressa da moltissime persone.

Naturalmente, io mi preoccuperei di ben altri, come i minori per esempio, che invece hanno avuto ed hanno un ‘ottimo esempio’, anche grazie ai loro stessi genitori, di come ci si possa esprimere dietro ad una semplice tastiera nei confronti del ‘nemico’.

Quindi, a mio avviso, se non viene affrontata la questione dell’educazione alla cittadinanza digitale diventa scontato il decadimento progressivo delle relazioni sociali già di per sè molto complicate.

Intanto cos’è? La Cittadinanza Digitale (CD) è l’insieme di norme che indicano quale comportamento appropriato e responsabile si debba tenere riguardo all’uso delle tecnologie digitali.

Senza farla troppo lunga, dei nove elementi che compongono la CD, vi è quella della ‘NETIQUETTE’. Ossia, per essere cittadini digitali è fondamentale acquisire e rispettare buone norme di comportamento che, tutto sommato, non sono dissimili da quelle che dovremmo tenere in qualunque situazione nella quale interagiamo direttamente con altre persone.

Ma come facciamo a farglielo capire a questi fanciulli se i loro genitori si sentono ancora così LEONI?

Pubblicato in Media Education | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento