A seguito del Si selfie chi può? Educare ed educarsi al tempo della rete
Il dialogo tra Nativi e Migranti digitali è possibile? .
La tecnologia digitale non ha mutato i cervelli dei nostri figli e quindi non serve l’alibi che sono ‘irraggiungibili’. Siamo noi che abbiamo deciso di non raggiungerli dando la colpa alla tecnologia.
In effetti, molti educatori si arrendono davanti ad un mondo diventato improvvisamente incomprensibile e si chiedono se devono entrarci per forza.
La riposta non può che essere negativa perchè l’uso della ‘parola’ sarà possibile finchè esisterà la specie umana.
Ma rendiamoci conto anche di un’altra cosa, Oggi per attirare l’attenzione dei ragazzi non basta più una lavagna d’ardesia, perchè la Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) è la sola capace di afferrare il loro stato di veglia ed incanalarlo verso l’attenzione. Quindi non parliamo di mutazioni genetiche del cervello (il nostro alibi) ma di parti del loro cervello che si attivano per rispondere ai forti stimoli provenienti dalle nuove tecnologie.
Ma la ‘parola’ rimane sempre ‘la parola’ mentre la quantità/qualità del tempo trascorso con i ragazzi farà come al solito la differenza



“Protesizzazione delle nostre competenze sociali garantita dalla comunicazione mediata” vuole significare che quando mi sento imbarazzato nel comunicare qualcosa, o comunque per diverse ragioni non me la sento di entrare direttamente in relazione con il mio interlocutore, lascio che una mail o un SMS faccia il lavoro al mio posto.


volte Isabel mi aveva invitato a visitare la loro casa in collina, e finalmente un pomeriggio vi andai ed ebbi l’impressione di entrare in un posto insolito. In quell’occasione conobbi Guglielmo, il marito scultore, che aveva un aspetto decisamente mitologico (Vulcano?).




