Media Education. Nativi e migranti digitali

A seguito del Si selfie chi può? Educare ed educarsi al tempo della rete

messaggino

Il dialogo tra Nativi e Migranti digitali è possibile? .

La tecnologia digitale non ha mutato i cervelli dei nostri figli e quindi non serve l’alibi che sono ‘irraggiungibili’. Siamo noi che abbiamo deciso di non raggiungerli dando la colpa alla tecnologia.

In effetti, molti educatori si arrendono davanti ad un mondo diventato improvvisamente incomprensibile e si chiedono se devono entrarci per forza.
La riposta non può che essere negativa perchè l’uso della ‘parola’ sarà possibile finchè esisterà la specie umana.

Ma rendiamoci conto anche di un’altra cosa, Oggi per attirare l’attenzione dei ragazzi non basta più una lavagna d’ardesia, perchè la Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) è la sola capace di afferrare il loro stato di veglia ed incanalarlo verso l’attenzione. Quindi non parliamo di mutazioni genetiche del cervello (il nostro alibi) ma di parti del loro cervello che si attivano per rispondere ai forti stimoli provenienti dalle nuove tecnologie.

Ma la ‘parola’ rimane sempre ‘la parola’ mentre la quantità/qualità del tempo trascorso con i ragazzi farà come al solito la differenza

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Media Education. Il catechismo dei bambini

A seguito del Convegno su Si selfie chi può? Educare ed educarsi al tempo della rete.

Il catechismo dei bambini 2.0adamo ed eva

E’un argomento delicatissimo perchè investe le decine di volontari che preparano tutti quei bambini che devono fare la prima comunione e la cresima.
Per mesi e direi anni questi bambini, grazie a queste persone, imparano a conoscere Gesù e il Vangelo.

Ma alcuni resistenti pregiudizi verso le tecnologie multimediali o impreparazione degli educatori a gestirli (laddove presenti) o addirittura totale assenza di strumentazione per mancanza di fondi sono le principali cause che impediscono ai bambini di ‘appassionarsi’ alla materia.

La buona volontà e l’entusiasmo apostolico non sempre sono sufficienti a far passare il messaggio, se non vanno a braccetto con la creatività didattica. I bambini 2.0 hanno bisogno di immagini e suoni per essere “risvegliati” e catturati e quindi l’utilizzo della sola Bibbia diventa motivo di noia, continua distrazione e spesso di abbandono definitivo (le “tonnellate di catechesi fatte e gli etti di vita cristiana raccolti”, di cui parlava don Tonino Bello).

Quali rimedi:
1) comunicazione del messaggio con apertura verso i “nuovi linguaggi”
2) creazione di ambienti più ricchi di proposte metodologiche
3) almeno un pc, un collegamento internet ed un televisore

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Media Education. Leoni da tastiera o semplici pelouche

leoncinoA seguito del Convegno  Si selfie chi può? Educare ed educarsi al tempo della rete.

siselfiechipu“Protesizzazione delle nostre competenze sociali garantita dalla comunicazione mediata” vuole significare che quando mi sento imbarazzato nel comunicare qualcosa, o comunque per diverse ragioni non me la sento di entrare direttamente in relazione con il mio interlocutore, lascio che una mail o un SMS faccia il lavoro al mio posto.

Vale per i giovani come per gli adulti. Chiudere una relazione sentimentale semplicemente mandando un messaggino (ragazzi) o inviare una mail avvelenata senza degnarsi di telefonare o prendere un appuntamento e dire in faccia le cose (adulti).

Aggressività, spavalderia, volgarità e maleducazione su Internet sono altri aspetti correlati al fenomeno di protesizzazione. Talvolta, negli scambi su FB per sostenere le nostre argomentazioni, se non conosciamo direttamente l’interlocutore (ma a volte lo conosciamo benissimo), non avendolo di fronte e trincerandoci dietro lo schermo, diventiamo ‘leoni’ da tastiera, vili e onnipotenti, senza curarci delle conseguenze sul piano dei rapporti futuri.

Questo fenomeno è in aumento sia tra i ragazzi (bullismo) che tra gli adulti per i quali assistiamo a vere rotture di amicizie (presunte) con un’inevitabile deterioramento delle relazioni sociali. Si parla di svuotamento di consapevolezza e di responsabilità causato dalla incorporeità della relazione digitale.

Rimedio per i ragazzi? Educare al web partendo dalla Scuola Primaria.

Consiglio per gli adulti: “La gentilezza è il linguaggio che il sordo può sentire e il cieco può vedere” (M. Twain).

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L’Accoglienza è………….la Comunità di Caresto

wp_20141108_20_27_00_proEd ecco l’ultimo nato della Comunità di Caresto: “Adolescenti e dintorni….Incontri su sessualità ed affettività””. Curato da Claudio, Flavia e Francesca Amerini, si tratta di un testo di animazione agile e coinvolgente dedicato a tutti gli educatori di ragazzi adolescenti, genitori inclusi.

Il tema trattato è notoriamente complesso, perché a fronte di genitori assenti o poco preparati ad offrire risposte appropriate e tempestive sui temi della affettività e sessualità, i ragazzi più facilmente ripiegano su nuove ‘figure di riferimento’ come i coetanei con più esperienza o internet. Il senso di disorientamento e di confusione è facile da verificare e la via d’uscita potrà essere sono una costruttiva alleanza educativa tra la famiglia ed altre agenzie educative.

Ma il problema è proprio questo! Le alleanze sarebbero possibili ma al momento poco diffuse, perché ognuno agisce a seconda di come inquadra il problema: la scuola sotto il profilo scientifico, la parrocchia sotto il profilo dell’integrità della persona (corpo, spirito e anima). La famiglia in mezzo!

Il testo, comunque, affronta il problema del coinvolgimento dei genitori nello svolgere un ruolo decisivo sull’educazione affettiva, prevedendo in parallelo con i ragazzi alcuni incontri con le famiglie.

In ogni caso il quadro è desolante: il sesso visto come divertimento e non come scoperta, aumento delle malattie sessuali, affettività arida o orientata prevalentemente al sesso, cibersex e sesso precoce.

 

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Eremo di Caresto

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L’Accoglienza è…………….Isabel e Guglielmo

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Stasera alla Mediateca è stata presentato il libro di acquerelli di Isabel: “Tracce d’invisibile. Lo sguardo su ciò che muta”.

Mi sembrava di stare a casa loro, la curiosissima Casa degli Ulivi in località Trecastelli. Tanti amici, il violino, la voce narrante e gli acquerelli descritti in italiano e spagnolo….

Non entrerei tanto nei contenuti del libro, peraltro assai dotti, quanto mi soffermerei sulla bellissima testimonianza del critico d’arte Enzo Galeazzi, giovanotto di 92 anni, gallerista fondatore della Galleria i Volsci di Roma e molto amico di Isabel e Guglielmo.

Confrontavo ciò che ha riferito di loro con quanto appartenesse alla mia esperienza………non so quante volte Isabel mi aveva invitato a visitare la loro casa in collina, e finalmente un pomeriggio vi andai ed ebbi l’impressione di entrare in un posto insolito. In quell’occasione conobbi Guglielmo, il marito scultore, che aveva un aspetto decisamente mitologico (Vulcano?).

Vi erano sculture ovunque, manufatti di ferro e marmo senza parlare della ricchezza di oggetti di tutte le epoche e per tutte le età stipati all’interno della loro casa a più livelli. Stimai che per vedere tutto bene ci volesse almeno una settimana….

Ma la cosa che mi stupì di più fu l’accoglienza che riservavano agli ospiti; ecco proprio come alla Mediateca c’era sempre qualcosa da ascoltare, di cui discutere, osservare, meditare e spizzicare. Non manca mai, infatti, la ricchissima paella valenciana prodotta in grande quantità dalla spagnola di casa.

 

 

 

guglielmo

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