“Il Progetto Quadrifoglio”: Il Self(ie) Branding e la Value Proposition

 

selfiebrandingIn questi giorni stiamo presentando “Self(ie) Branding”, dedicato a tutte quelle piccole attività che intendono fare ‘proposte di valore’ alla propria clientela per distinguersi e promuoversi in maniera diversa.
Se qualcuno fosse interessato a questo tema nella locandina sono evidenziati tutti i dettagli della proposta. Tuttavia, se questa persona avesse la pazienza di leggersi anche il documento ispiratore (http://bit.ly/ProgettoQuadrifoglio), allora avrebbe un quadro più completo del Progetto.

Infine, se questa stessa persona, titolare o dipendente di una piccola attività, dopo un attento esame del tutto, si convincesse a partecipare, le consigliamo di iscriversi immediatamente perchè sono rimasti pochissimi posti…..

 

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Senigallia Network. Prime risultanze della CUSTOMER SATISFACTION 2014

Il primo, cs2più importante, è che chi vende un prodotto o un servizio (negozio, albergo, ristorante, stabilimento balneare, ecc.) sorride poco o addirittura non sorride affatto. Si limita, più o meno professionalmente, a svolgere il suo compito secondo l’esperienza e le abitudini acquisite nel tempo che non vengono messe in discussione né dal titolare, né, men che meno, dal diretto interessato (scarsa propensione all’autodiagnosi).

 

 

cs3Secondo, si tollera sempre meno fare la spesa in un supermarket dove la cassiera svolge meccanicamente il suo lavoro senza mai guardarti in faccia (clienti sempre più sensibili e ricettivi). E’ ancora molto lontana la mentalità secondo cui chi esce da un negozio (o da altra struttura) dovrebbe sentirsi più felice (si, più felice) di quando vi è entrato.

 

 

Presto però acquisiranno valore competitivo quegli esercizi che sapranno distinguersi offrendo alta qualità e peculiarità di prodotto, di servizio e, udite udite, di relazione.

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Senigallia Network. Tutte le escursioni della settimana

Il meglio dell’escursionismo locale, Senigallia Day By Day, dal lunedi al venerdi e il sabato eventi a sorpresa. Itinerari d’Arte, storia, cultura, spiritualità, natura, mare, enogastronomia, offerti dalla prima rete di servizi escursionistici di destinazione delle Marche. http://www.senigallianetwork.it/ #piccoloèbellomafarereteèmeglio

Flyer_Cultura_2014 Flyer_Mare_2014_Martedi Flyer_Cibi_E_Sapori_2014Flyer_Mare_2014_Giovedi_Venerdi
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Fare la formazione che serve e quando serve

lavoro_ralfNel corso della nostra attività formativa alle imprese abbiamo lavorato con diversi Enti accreditati per la formazione partecipando di volta in volta a Bandi Comunitari (FSE), oppure a Bandi emessi dai cosiddetti Fondi Interprofessionali.

Tutti questi Bandi per la formazione purtroppo non sono agili per la farraginosità delle procedure da seguire e per i tempi sostanzialmente lunghi di erogazione; senza trascurare naturalmente il fatto che bisogna prima vincerli!
Di recente, però, abbiamo scoperto un Fondo Interprofessionale, FonARCom, (Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua) che consente di erogare la formazione ai dipendenti, nonché ai loro titolari in veste di uditori, debitamente ritagliata sulle reali necessità e tempistiche delle imprese, nell’arco di due mesi soltanto. Ma vediamo come funziona.

Le Aziende versano ogni mese all’INPS (0,30%) i contributi obbligatori per la disoccupazione involontaria. Questi contributi possono essere destinati a finanziare la formazione dei loro dipendenti e il valore della formazione finanziabile dipende da quanto si accantona nell’anno d’iscrizione. Scegliendo d’iscriversi al FonARCom, si può accedere subito alla Formazione finanziata necessaria, indipendentemente da quanto si sia accantonato. Come è possibile?

Grazie ad un Conto cosiddetto Aggregato si garantisce l’accesso alla formazione finanziata, di cui si ha esigenza, anche se non sono ancora maturati gli accantonamenti necessari per coprire l’intero valore del percorso formativo. In effetti, a ben vedere, questo Conto accumula le risorse di tutti i cedolini (buste paga) delle Aziende iscritte ma, per erogare la formazione a chi lo richiede, si possono utilizzare anche i cedolini dormienti.

Ma come si fa ad accedere a questi fondi? Attraverso la nostra Agenzia formativa che è collegata alla Ingenia Group di Firenze che a sua volta collabora con il FonARCom. Grazie a questa partnership, siamo ora in grado di rilevare le necessità formative anche urgenti delle imprese del nostro territorio e di avviare un progetto formativo ad hoc. Senza spese per le aziende, senza pesantezze burocratiche e con un risultato di assoluta efficacia in quanto la formazione può essere erogata anche presso il luogo di lavoro e per un numero molto piccolo di dipendenti.

Al momento stiamo progettando alcuni corsi di Marketing e Vendita sia off che on-line nonchè di Amministrazione e Controllo di gestione, e siamo alla ricerca di esperti in questo tipo di materie che potrebbero aiutarci nelle docenze . Gli interessati possono inviare una propria presentazione ed un CV aggiornato a:  clessidraformazione@gmail.com

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Piccolo è Bello ma Fare Rete è Meglio ®

rete a doppio legame

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In Italia un’azienda su quattro  non sa evidenziare né i vantaggi né gli svantaggi del fare rete.

L’ottanta per cento delle piccole e medie imprese si dicono ‘per nulla interessate’ o ‘poco interessate’ a prendere in considerazione l’ipotesi di mettersi in rete.

Sulle reti d’impresa, tra il dire e il fare, il mare da colmare è oceanico.

Perché è difficile fare collaborare le piccole e medie imprese? La motivazione che troppo facilmente è chiamata in causa è che i titolari di queste aziende sono eccessivamente individualisti.

Voglio qui sottolineare che il tema delle alleanze tra le imprese non è assolutamente un problema razionale, di conti e di numeri: è soprattutto un problema di relazioni. Ogni cambiamento induce nelle persone sentimenti, pensieri ed emozioni non necessariamente consapevoli e dichiarati.

Il cambiamento che un imprenditore, titolare di una piccola impresa, attraversa mettendosi insieme ad altri suoi colleghi è molto elevato. Non siamo di fronte a scambi di azioni di aziende forse mai viste, o conosciute solamente attraverso report periodici dei propri manager e analisti.

Qui sono storie di vita che si fondono e quindi bisogna muoversi con cautela. È molto facile che i primi sentimenti possano essere di frustrazione, di paura e di giudizio critico: “E se poi non va bene, come mai non ce la faccio ad andare avanti da solo…?”.

Trasformare queste energie negative in risorse positive, quali ad esempio l’entusiasmo, il coraggio e la curiosità, non è né automatico né banale. Richiede un lavoro costante, alla pari, se non superiore, a quello analitico sui conti e sui processi.

Ecco perché un progetto di alleanza deve vedere figure multidisciplinari che affianchino gli imprenditori intenzionati a fare un cammino insieme ad altri, compresi professionisti di coaching e counseling.

Qualsiasi business plan di una futura rete di imprese fallirà sotto i colpi dei timori e delle incertezze degli attori principali. Allora, meno osservatori e più laboratori per sperimentare davvero possibili alleanze tra imprese.

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